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Author: Daniela Pavan

di Daniela Pavan - Responsabile scientifica

Eccoci, ancora una volta: è come volare! La stessa esaltazione, la stessa inquietudine: un momento in cui lasci ciò che avevi costruito e lo riproponi con l’intento che sia più bello, più fresco, più agile, più nuovo, più fruibile, più al servizio.

Eccoci in questo gennaio 2018 ad affrontare con voi una nuova sfida: quella di cercare di dare una nuova veste, leggera e al tempo stesso profonda, alla nostra anima web.

Educazione alla Cittadinanza come contenuto trasversale delle discipline Di Daniela Pavan (Gennaio 2016)

Cosa ho fatto oggi per preparare i cittadini del domani? Cosa ho detto per ispirare i miei allievi? Come posso essere esempio di coerenza concettuale, di congruenza umana, di forza etica attraverso la mia disciplina? Ogni insegnante si dovrebbe interrogare sulla trasversalità della propria disciplina, sugli aspetti civici e sulle risposte ai grandi interrogativi di valore che la sua disciplina offre. Ogni giorno incontriamo ragazzi il cui obiettivo è "essere promossi" oppure "affrontare con successo l'anno scolastico" come se la scuola fosse un ostacolo da superare, un tempo da riempire e non un uno strumento da utilizzare, un trampolino da sfruttare per compiere quel balzo nella vita adulta che è necessario per realizzarsi come Persona.

Di Daniela Pavan (Gennaio 2016)

In questa attività che si è svolta un'ora alla settimana la classe ha avuto modo di: 1- realizzare attività di ripresa delle relazioni reciproche dopo le vacanze estive in lavoro di piccolo gruppo e in assemblea (ad inizio anno scolastico), 2- definire una Costituzione di classe (che qui descriveremo) in cui tutti i componenti - prima individualmente, poi a coppie, poi a quartetti, infine in assemblea - decidevano le regole di comportamento per una convivenza civile, trasformavano le norme espresse con un divieto in comportamenti sostitutivi consentiti ed individuavano sanzioni corrispondenti per gli inadempienti,

di Daniela Pavan (Gennaio 2015)

Liberamente tratto da Education Update di Daina Lieberman, Nov 2013

Condividere con gli studenti un pensiero positivo ci permette di fronteggiare con uno spirito pronto i vari momenti di difficoltà provenienti dalle storie personali, dalla situazione economica globale, dalle difficoltà familiari. E' per questo che, come logica conseguenza della riflessione sulla cura di sé e sulla mindfulness per superare il burn out, proponiamo dei suggerimenti sull'esercizio dell'abilità sociale dell'essere grati e della gratitudine.

di Daniela Pavan (Gennaio 2015)

Fu una guida. Fu un'innovatrice. Fu una persona che lottava per i propri studenti, scrupolosa nel proporre la teoria ai propri alunni e nello scegliere le strategie didattiche utili ad ottenere da essi dei risultati. Fu. Uso un passato remoto non perché questa mia "collega simbolica" sia passata a miglior vita ma perché è svanito il suo atteggiamento ottimista, creativo e appassionato verso gli studenti, i colleghi e l'ambiente in cui lavora. E' pericolosamente scivolata nella sindrome del burnout. E in questo modo gli studenti hanno perso la loro guida, i colleghi hanno perso una spalla ed un confronto, il dirigente ha perso un valore professionale per la scuola che rappresenta.

di Daniela Pavan (Agosto 2013)

Si è svolta tra il 5 e il 7 luglio a Scarborough nello Yorkshire in GB la Conferenza Internazionale IASCE 2013 alla quale Scintille.it ha partecipato con tre suoi componenti. E' stata un 'esperienza esaltante piena di stimoli e sollecitazioni: lavorare fianco a fianco con Yael Sharan e Robert Slavin ma anche con alcuni altri grandi del CL (Pasi Sahlberg, Lynda Baloche, Maureen Breeze, Celeste Brody e molti altri) che condividevano con tutti i vari momenti della giornata è stato proprio energizzante.

Ci siamo sentiti parte di un multi colore movimento educativo che, rispettando le varie diversità culturali, sociali e didattiche, vuole condurre ad una maggiore giustizia sociale dove ciascuno ha diritto ad apprendere.

di Daniela Pavan (Gennaio 2013)
Recentemente (4/12/2012) si è svolto su Repubblica - e si poi diffuso in Facebook - un dibattito che ha visto come promotore il maestro Franco Lorenzoni, l’ideatore della Casa laboratorio Cenci in Umbria che da decenni offre  esperienze di apprendimento.
Porta il titolo “Appello perché bimbi e bimbe fino a 8 anni siano liberi da schermi e computer nella scuola”.
Hanno partecipato in molti.
Tra questi il “maestro” - ex sottosegretario all’Istruzione - Marco Rossi Doria con una lettera-saggio "Tradizione e innovazione per la scuola del XX Secolo", la prof.ssa Maria Clotilde Pontecorvo - Professore Emerito di Psicologia dell'Educazione dell'Università di Roma "Sapienza" -, il prof. Francesco Tonucci – responsabile del progetto “La città del bambino” (città_dei_bambini@rpp.psicoped.rm.cnr.it), Fausto Fabbri, fotografo pubblicitario e cofondatore del mensile di interviste e foto “Una Città”, e moltissimi altri
In questa newsletter proponiamo il link al sito ove è riportato il dibattito perché vorremmo svolgere un effetto eco anche tra i nostri lettori, o per meglio dire,  effetto eco – ri - flessione.

di Daniela Pavan (gen. 2012)

E’ ancora possibile oggi parlare di leadership educativa? Di fronte al cambiamento e alla crisi, la risorsa di cui abbiamo bisogno di più è la nostra resistenza.

Tagli di bilancio, chiusura di progetti, riduzione di personale, chiusura delle scuole al di sotto di un certo numero di alunni, cambiamenti nei processi di valutazione delle responsabilità degli insegnanti e dirigenti. Gli educatori non hanno mai affrontato tanti cambiamenti e sfide quotidiane come in questo momento di difficoltà economiche a livello nazionale e mondiale.

A cura di Daniela Pavan

In un periodo in cui la scuola si sta volgendo alla ricerca di quali possano essere i percorsi più adatti per costruire, insegnare, far apprendere competenze, cosa ha reso il percorso efficace?

Se le competenze non sono più requisiti delle discipline e neppure dei contesti organizzativi, ma indicano qualità etiche degli allievi in quanto persone in grado di assumere responsabilità autonome e dotate di senso e di utilità nel contesto di studio, di lavoro e di vita sociale forse sono proprio gli incontri realizzati, proprio le persone incrociate, i contesti praticati che ci hanno permesso di dar valore al nostro "fare scuola", rendendola esperienza viva, in cui le singole azioni erano volte ad una finalità etica .

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