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Cooperative Learning e Metodologie didattiche attive

di Ludovico di Giovine (Giugno 2017)

Estate 2016, spiaggia di Isola Varano (Gargano), un giovane amico, R. L.,mi segnala il dossier “Educazione libertaria” [1] a cura di Francesco Codello [2] pubblicato su “A-rivista anarchica” cui è da tempo abbonato . . . E’ nata così la curiosità per un complesso di esperienze educative poco note e che, seppur minoritarie, rappresentano, comunque, un ambito di ricerca molto interessante e significativo.

di Marialuisa Damini (Aprile 2017)

Ultimamente si sente molto spesso parlare di Flipped Classroom e sicuramente esistono siti e blog particolarmente interessanti anche in italiano (vedi sitografia), che contengono definizioni ed esemplificazioni per “capovolgere” (to flip significa proprio questo) la propria modalità di insegnamento. Ma partiamo dagli inizi e cerchiamo di capire che cos’è e come è nata la Flipped Classroom.

 

di Giuliana Lo Giudice e Daniela Pavan (Aprile 2014)

Passando attraverso la centralità della relazione studente - insegnante

Già da alcuni anni le Lim sono entrate a far parte dell'arredo delle classi nelle scuole italiane. Inizialmente introdotte dall'"alto", grazie alla lungimiranza di qualche docente e dirigente, hanno avuto una più larga diffusione per effetto degli investimenti cospicui da parte del Ministero dell'Istruzione, che ha cercato di dotare di una o più Lim quasi ogni istituto del territorio nazionale.

Il "la" dato dal Ministero ha molto spesso stimolato iniziative indipendenti degli istituti stessi, che hanno attinto da risorse interne per attrezzare laboratori o aule.

di Daniela Pavan (Gennaio 2013)
Recentemente (4/12/2012) si è svolto su Repubblica - e si poi diffuso in Facebook - un dibattito che ha visto come promotore il maestro Franco Lorenzoni, l’ideatore della Casa laboratorio Cenci in Umbria che da decenni offre  esperienze di apprendimento.
Porta il titolo “Appello perché bimbi e bimbe fino a 8 anni siano liberi da schermi e computer nella scuola”.
Hanno partecipato in molti.
Tra questi il “maestro” - ex sottosegretario all’Istruzione - Marco Rossi Doria con una lettera-saggio "Tradizione e innovazione per la scuola del XX Secolo", la prof.ssa Maria Clotilde Pontecorvo - Professore Emerito di Psicologia dell'Educazione dell'Università di Roma "Sapienza" -, il prof. Francesco Tonucci – responsabile del progetto “La città del bambino” (città_dei_bambini@rpp.psicoped.rm.cnr.it), Fausto Fabbri, fotografo pubblicitario e cofondatore del mensile di interviste e foto “Una Città”, e moltissimi altri
In questa newsletter proponiamo il link al sito ove è riportato il dibattito perché vorremmo svolgere un effetto eco anche tra i nostri lettori, o per meglio dire,  effetto eco – ri - flessione.

Un Learning Circle o Circolo di Apprendimento è una struttura altamente interattiva e facilitante la partecipazione per organizzare gruppi di lavoro.
L’obiettivo è quello di costruire, condividere ed esprimere il sapere attraverso un processo di dialogo aperto e di riflessione profonda su argomenti o problemi che portano a risultati condivisi.
Un Learning Circle non è una comunità di pratica o di apprendimento professionale ma può essere una strategia usata per entrambi.
I Cerchi di Apprendimento Online sono gruppi/squadre di studenti a distanza che usano la tecnologia per acquisire una comprensione più profonda relativamente a discipline di interesse condiviso.
La struttura equilibra la responsabilità ed il possesso individuale delle informazioni con la responsabilità di gruppo con lo scopo di garantire un contesto che aiuta ciascuno a raggiungere i propri obiettivi di apprendimento.

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