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Cerchio di condivisione è una struttura di cooperative learning che ha moltissimi ambiti di utilizzo: ogni volta che il quesito posto dall'insegnante non richieda una risposta univoca ma piuttosto l'uso di pensiero divergente, con prospettive multiple.

Può essere usata in tutte le fasi di una lezione:

  • all'inizio per inventariare conoscenze pregresse;
  • in itinere per trovare soluzioni “divergenti” o raccogliere punti di vista, ....
  • in chiusura per porre domande di revisione.

Riportiamo in questo articolo le sei fasi della tecnica del Group Investigation (Sharan, Sharan, 1998, pp. 97-121).

Fase 1: La classe stabilisce i sotto-argomenti e si organizza in gruppi di ricerca Questa prima fase presuppone una sorta di "fase previa" in cui l'insegnante suscita l'interesse dell'intera classe per un argomento generale di ampia portata. Gli studenti vengono invitati a porre delle domande sull'argomento proposto dall'insegnate.

E’ una struttura di apprendimento cooperativo che ha come finalità quella di conoscere e fare conoscere tra loro la platea di studenti o partecipanti che il docente ha di fronte. Permette di: 1) rompere il ghiaccio e creare un clima positivo in aula favorendo la conoscenza reciproca e lo sviluppo di relazioni sociali positive; 2) mettere in evidenza la diversità e ricchezza che tutti i partecipanti hanno e che può contribuire a creare lo spazio educativo.

Struttura adatta maggiormente per due classi (circa 50 studenti) ma adattabile anche a classi da circa 25. Si ipotizzino in questo caso 25 persone, distribuite attorno a (5) tavoli (inizialmente 5 soggetti per volta, poi 4, perché uno di loro a turno andrà a comporre il theme team descritto poco avanti), impegnate a discutere per l’intera ora (o 30 minuti) su un argomento (si possono programmare più sessioni).

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