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Il diritto di parola e l’equità: qualcosa su cui discutere

equity-sharesdi Isabella Pescarmona (Febbraio 2015)

Gli ultimi fatti di cronaca hanno riportato l'attenzione su un diritto fondamentale in cui si riconosce un regime democratico: la libertà di parola e di opinione.
Se eventi come quello capitato a Parigi1 sollevano gli animi di quasi tutto il mondo in difesa di questo diritto, è anche vero che nella vita di tutti i giorni spesso diamo tale libertà per scontata e non sempre la esercitiamo con la consapevolezza politica (e rivoluzionaria) che essa comporta. Quando si apre il dibattito pubblico intorno al diritto di parola, si trova facilmente consenso sulla dichiarazione di principio, riconosciuto come diritto umano inalienabile, e ci si indigna del fatto che possa essere messo in discussione e calpestato.

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Insegnare ed apprendere in una classe complessa. Il punto di vista dell’insegnante

Melting crucibledi Riccarda Viglino (Gennaio 2014)

"Ora le nostre scuole ..., non tutte beninteso, ma la maggior parte, somigliano un poco a officine nelle quali si insegna più a dire come una cosa si faccia, che non a farla. Non già che non vi si lavori: tutt'altro; vi si fa un lavoro in gran parte improduttivo, di nomi, di parole, che l'alunno ridice a memoria, che hanno l'aria di cognizioni per il maestro che le ha insegnate, e forse per talun altro che lo ascolta, ma che però non sono tali per lui, perché non si rende conto del loro valore, non le intende, non sa porle in pratica.
Vi si ragiona troppo e troppo prematuramente, vi si fanno troppe distinzioni e troppe definizioni, si resta nel vago e nel generale e l'alunno si appiglia a quel tanto che può fare, a ripeter suoni.

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Educazione e giustizia sociale: una riflessione fuori moda?

For a fair selection fotoperarticolodi Isabella Pescarmona (Dicembre 2013)

In un clima educativo in cui siamo immersi nel dibattito su BES e DSA che invita a utilizzare strumenti come il PDP nel quale determinare misure dispensative e compensative, termini come equità e giustizia sociale sembrano essere passati di moda.

Le attuali direttive ministeriali sollevano questioni importanti rispetto alle difficoltà di apprendimento e ai bisogni educativi specifici, proponendo mezzi per raggiungere l'obiettivo dell'integrazione e del diritto all'apprendimento per tutti. Spesso però questi si riducono a procedimenti amministrativi o azioni compensative che poco modificano la situazione in classe e i processi di insegnamento-apprendimento.

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Interdipendenza positiva: un legame di autonomia

alleanza2L'interdipendenza positiva nel Cooperative Learning è attentamente strutturata. Si creano così legami virtuosi nella classe, favorendo in essa il buon clima.

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Interazione promozionale faccia a faccia

coorperative-learningAttraverso spazi che permettono la circolarità della comunicazione, nella classe gli studenti sono in interazione costante, aumentando la possibilità di osservare ed essere osservati nello svolgimento delle attività.

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Insegnamento diretto delle competenze sociali

classInsegnamento diretto delle competenze sociali: un contributo al saper essere dello studente.
Le competenze sociali non sono innate, perciò possono essere insegnate ed apprese, predisponendo training specifici, al pari delle attività curriculari.

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Responsabilita' individuale e di gruppo

RESPON1

Ogni compito di apprendimento viene favorito se tutti operano con l'attenzione al proprio compito e a alle finalità del compito di gruppo.Il lavoro di squadra è costruito sull'apporto insostituibile del singolo con la doppia mandata della cooperazione: individuale e di gruppo. Usare l’apprendimento cooperativo in modo efficace include la costruzione di un senso di responsabilità individuale oltre che di gruppo.

 

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Revisione del lavoro: una procedura per imparare ad imparare

classLa revisione è uno dei momenti fondamentali della pratica cooperativa, utile per consolidare gli apprendimenti.
'La revisione é un processo nel quale vengono identificati gli eventi che sono accaduti durante il lavoro di gruppo per vedere se i comportamenti, l'organizzazione e lo svolgimento del lavoro sono stati funzionali al conseguimento degli scopi che il gruppo si era attribuito.' (Comoglio, 1998)

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Valutazione individuale e di gruppo

esame La dimensione della valutazione assume un aspetto particolarmente importante.

 La verifica e la valutazione individuale dell'apprendimento scolastico e la revisione di gruppo sono elementi fondamentali del Cooperative Learning. 'La verifica é la raccolta dei dati necessari a formulare un giudizio, mentre la valutazione é un giudizio di valore formulato sulla base dei dati disponibili. Si può verificare senza valutare ma non si può valutare senza prima aver verificato.' Secondo Johnson D.W. e Johnson R.T. ci sono alcune regole per verificare e valutare.

 

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Focus sul singolo o sulla classe intera? La prospettiva del sistema "classe"

gruppo-sistemadi Claudia Matini (Maggio 2013)

Nel corso degli anni gli studi sulla gestione della classe nel contesto scientifico internazionale hanno subito un'evoluzione: da una prospettiva di analisi che presupponeva l'importanza del comportamento dell'insegnante, secondo la quale la varietà dei comportamenti didattici era essenziale per stimolare gli studenti nel lavoro accademico (anni '60 e '70), si è passati ad un sempre maggiore interesse per il comportamento degli studenti.

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AUTORI A CONFRONTO: ALCUNE DEFINIZIONI DI CL

CLIl parere di Johnson, Slavin, Kagan ed altri secondo i quali le caratteristiche specifiche della modalità di insegnamento/apprendimento si articolano secondo visioni particolari.  

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Come l’apprendimento cooperativo sostiene la motivazione ad apprendere: alcune riflessioni

scuola_noiadi Claudia Matini (nov. 2011)

 

I dati Istat del 2010 riportano allarmanti percentuali di abbandono scolastico. Gli ESL (Early School Leavers) in Italia sono il 18,8% della popolazione in età 18-24 anni. Queste persone hanno ottenuto al più la licenza media, non hanno concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai 2 anni e non frequentano corsi scolastici né svolgono attività formative. Ciò significa che quasi un quinto della popolazione tra 18 e 24 anni è fuoriuscita dai percorsi di istruzione-formazione.

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