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L'ORGANIZZAZIONE COMPLESSA DI E. COHEN

cohenL'autrice presenta un modello fondato sulla modificazione delle aspettative dell'insegnante che, riconoscendo i contributi intellettuali di tutti, rende così la classe realmente equa.
L'impostazione di E. Cohen considera come molto influente nella vita del gruppo e della classe lo "status" dei ragazzi. Quando questo incide nelle relazioni e nell'apprendimento, occorre intervenire in modo specifico. Nell'articolo una sintesi del metodo.


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Il Cooperative Learning implica qualcosa di più che il semplice riunire gli alunni in piccoli gruppi e chiedere loro di completare un compito. Se il lavoro di gruppo si limita a ciò, il processo può essere poco produttivo. Questo capita soprattutto quando nei gruppi sono presenti quegli alunni "dominanti" nel gestire i diversi momenti del gruppo: quelli che parlano più frequentemente, prendono l’iniziativa, decidono al posto degli altri, interrompono, comandano. Ovviamente perché l’interazione porti all’apprendimento c’è bisogno di rispondere ai bisogni di tutti in modo significativo.

Non possiamo considerare un gruppo come gruppo di apprendimento cooperativo se non è organizzato in modo che tutti gli alunni partecipino all’interazione

Il grado di partecipazione in una interazione è influenzata da:

 

  1. l’organizzazione del lavoro
  2. il contenuto prescelto
  3. i partecipanti

Organizzazione del lavoro

Organizzare il lavoro si riferisce al modo di comporre i gruppi, di sistemare l’aula e di distribuire compiti e responsabilità. Per fare ciò ci sembra sia necessario rispettare le seguenti linee guida.

 

  1. L’insegnante forma i gruppi per evitare l’isolamento immediato del meno popolare che inevitabilmente non verrebbe scelto da nessun compagno di classe. I ragazzi non amano questa soluzione perchè preferiscono, generalmente, stare con i propri amici. E’ abbastanza facile però spiegare loro, che essi hanno bisogno di imparare a lavorare assieme con tutti.
  2. La composizione dei gruppi viene cambiata periodicamente per evitare la fossilizzazione di ruoli.
  3. La composizione dei gruppi deve essere il più eterogenea possibile in modo che i ragazzi possano approfittare delle loro diversità

Contenuti

I contenuti si riferiscono alla materia specifica d’insegnamento (che dovrebbe essere vissuta come interessante e utile) e con il compito assegnato ai ragazzi (caratterizzato da domande aperte e da compiti che richiedono collaborazione). Dovrebbe essere anche vario e "ricco" per stimolare le diverse capacità degli alunni. Con riferimento alla teoria delle "Intelligenze multiple" di H. Gardner (1993) i compiti assegnati dovrebbero attivare più livelli di intelligenza.

Partecipanti

Quando si dice che i partecipanti sono una variabile importante ci si riferisce non solo al fatto che i ragazzi possiedano diverse abilità sociali ma anche al fatto cha essi abbiano diverse aspettative reciproche.

Chiunque abbia condotto un gruppo sa che ci sono sempre studenti che immediatamente prendono l’iniziativa, altri che non partecipano, altri che non credono di poter partecipare. I risultati delle ricerche di Elisabeth Cohen hanno dimostrato che la popolarità, lo status nel gruppo è il fattore più determinante per la partecipazione. Per migliorare il grado di partecipazione l’insegnante deve alterare queste aspettative. In sintesi, il mezzo migliore che gli insegnanti possiedono per raggiungere questo scopo è il modo di dare feedback dopo aver scoperto quali contributi reali può dare lo studente con basse capacità. Inoltre è necessario che egli progetti attività in cui il compito e il prodotto finale prevedano l’utilizzo di più abilità possibili o per dirla con Gardner di più "intelligenze" possibili.

Usare il cooperative learning cambia anche il ruolo dell’insegnante. Se nelle situazioni tradizionali l’insegnante spiega, parla, chiarifica, presenta esercizi, assegna compiti, mostra video e, qualche volta, organizza escursioni, nelle classi in cooperative learning egli organizza, stimola la discussione, osserva, dà feedback. Nel CL i processi di apprendimento vanno organizzati in modo da generare interrogativi a cui gli studenti rispondono da soli o in gruppo, si devono aiutare gli studenti ad imparare a fare connessioni, si devono osservare gli studenti per rilevare i loro stili di apprendimento, si devono dare feedback.

Un esempio di ruoli di gruppo

Alcuni esempi di ruoli da assegnare nei gruppi sono:

 

  1. facilitatore: si assicura che ognuno capisca il compito, che ognuno partecipi, e che nessuno lavori in modo isolato dal gruppo, rappresenta il gruppo quando questo ha una domanda da porre all’insegnante
  2. relatore: organizza la presentazione del gruppo e si assicura che il gruppo rispetti i tempi di lavoro e segua un piano predefinito insieme
  3. responsabile del materiale: si assicura che tutti i componenti portino il materiale necessario, che il materiale sia pulito e sistemato dopo l’uso, cerca le informazioni per completare il compito, lavora al computer o scrive, compila eventuali fogli di revisione del lavoro di gruppo da consegnare all’insegnante
  4. mediatore: si assicura che ci sia una atmosfera positiva nel gruppo, media in caso di conflitti o disaccordi.
  5. Questi ruoli chiaramente devono essere assegnati a turno a tutti i componenti del gruppo.

 

Un esempio di ruoli per l’insegnante

Nella filosofia della Complex Instruction è importante apprezzare gli studenti per quello che fanno e quindi imparare a dare feedback positivi. Lo scopo è costruire lo status di ognuno, aumentarne la popolarità e perciò l’autostima. Per fare ciò l’insegnante assume i seguenti ruoli:

 

  1. Organizzatore e gestore: l’insegnante è responsabile di comporre i gruppi ed assegnare i compiti. Solo successivamente egli delega la responsabilità al gruppo. In altre parole si assicura che ognuno ricopra il suo ruolo. Si assicura cioè che le domande poste dal facilitatore siano veramente domande di gruppo, che i materiali siano veramente tenuti e conservati solo dal responsabile degli stessi, che sia solo il relatore a proporre i tempi del lavoro e che i conflitti vengano veramente mediati da colui che ricopre questo ruolo
  2. Catalizzatore: L’insegnante è il responsabile del mantenimento del compito da parte di tutti i gruppi e deve aiutare quei gruppi che potrebbero fallire nell’obiettivo loro assegnato. Quando insorgono le difficoltà egli non fornisce ricette ma pone domande perché il gruppo si risponda.
  3. Osservatore (guarda ciò che i gruppi fanno di giusto): è importante che egli rimandi ai ragazzi i loro comportamenti positivi, corretti e non quelli scorretti. Può fare ciò solo osservando attentamente i gruppi.
  4. Valutatore (nel senso di dare feedback): l’insegnante rimanda ai ragazzi la descrizione dei loro comportamenti basandosi sull’osservazione sistematica. Questo può avvenire durante la presentazione o durante il lavoro di gruppo. Il feedback deve essere concreto e basato sulla descrizione di ciò che è stato osservato.

Le fasi del lavoro dei ragazzi in Complex Instruction sono tre:

 

  1. raccolta delle informazioni
  2. preparazione delle presentazioni
  3. revisione ovvero riflessione individuale su ciò che è stato imparato e suggerimenti per altre attività.