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Formazione e sviluppo professionale: l’isola che non c’è

stelladi Ludovico di Giovine (Maggio 2014)

1. Un sistema per la formazione in servizio dei docenti.

Nel mondo della scuola, nelle associazioni che si occupano di formazione, tra gli osservatori e gli studiosi, è diffusa la convinzione di un persistente e consistente declino, a tutti i livelli, degli interventi per la formazione e l'aggiornamento dei docenti. L'esigenza di una visione diversa e di politiche conseguenti in questo fondamentale ambito da tempo è stata espressa con chiarezza: "Rifondare il sistema dell'aggiornamento professionale degli insegnanti richiede non solo un 'ricambio' delle sedi e delle strutture (non basterà, ad esempio, sostituire agli IRRE le Università), ma un profondo ripensamento dello stesso concetto di formazione permanente.

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Dalla Lim alla Flipped Classroom (classe capovolta)

flippeddi Giuliana Lo Giudice e Daniela Pavan (Aprile 2014)

Passando attraverso la centralità della relazione studente - insegnante

Già da alcuni anni le Lim sono entrate a far parte dell'arredo delle classi nelle scuole italiane. Inizialmente introdotte dall'"alto", grazie alla lungimiranza di qualche docente e dirigente, hanno avuto una più larga diffusione per effetto degli investimenti cospicui da parte del Ministero dell'Istruzione, che ha cercato di dotare di una o più Lim quasi ogni istituto del territorio nazionale.

Il "la" dato dal Ministero ha molto spesso stimolato iniziative indipendenti degli istituti stessi, che hanno attinto da risorse interne per attrezzare laboratori o aule.

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Dare Valore alla Valutazione formativa

mani alzatedi Francesca Napoletano (Aprile 2013)

1. IL VALORE DELLA VALUTAZIONE FORMATIVA NEL PERCORSO DI APPRENDIMENTO DI OGNI STUDENTE

 La finalità di ogni scuola di qualsiasi ordine e grado è rendere ogni studente competente, cioè in grado di utilizzare le proprie abilità, conoscenze e disposizioni personali in un contesto reale, ad un livello sempre più elevato di qualità e con sempre maggiore consapevolezza, autonomia e responsabilità.

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Valutazione di sistema - Cronologia

 

 

miurdi Ludovico Di Giovine (Marzo 2013)

 

Si è cominciato a parlare di valutazione di sistema in occasione della Conferenza della scuola del 1990 (ministro Sergio Mattarella) e, in circa un ventennio la questione, tra contraddizioni e luoghi comuni, “ha visto solamente un sommarsi di norme e dispositivi che hanno reso complicata una ‘cosa’ che più semplicemente è soltanto … complessa” (Maurizio Tiriticco, Lettera aperta al ministro Francesco Profumo, “Della valutazione di sistema: come e perché”, 19/11/2011).

 

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Valutare le scuole, valutare il sistema … una storia infinita

valutazione-scuoledi Ludovico Di Giovine (Marzo 2013)

(1a parte)

L’approvazione in prima lettura dello “Schema di regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione” (Consiglio dei Ministri del 24/08/2012) ha attivato la procedura per i previsti pareri istituzionali del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (20/11/2012) e del Consiglio di Stato (16/01/2013). Nel contempo si è riaperto il confronto in ambito sindacale e politico sull’annosa questione della valutazione di sistema e, recentemente (21/01/2013), si è avuta una decisa e articolata presa di posizione critica, un vero e proprio “manifesto”, da parte di alcune associazioni: AIMC, CIDI, Legambiente Scuola e Formazione, MCE, Proteo Fare Sapere, CGD, UDS, Per la Scuola della Repubblica. Il 29 gennaio 2013 la Commissione Istruzione e Cultura del Senato ha iniziato l’esame dello Schema di Regolamento avendo ricevuto la documentazione dal ministro Giarda con la sollecitazione a far presto perché eventuali ritardi potrebbero mettere in forse l’accesso ai fondi strutturali europei della prossima programmazione settennale.

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Valutare le scuole, valutare il sistema: alcune riflessioni critiche

valutazionedi Ludovico Di Giovine (Marzo 2013)

(2a parte)

 

1. Punti critici dello Schema di regolamento

Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione ha reso noto (20/11/2012) il suo parere sullo Schema di regolamento sottolineando quattro aspetti critici:

 

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Un testo 'pre-testo' per ripensare alla nostra scuola di base

scuola ministero bandieredi Giancarlo Cerini (Febbraio 2013)

E’ ancora tempo di Indicazioni?

La pubblicazione di nuove Indicazioni (o programmi didattici) per la scuola rappresenta sempre un'occasione per reinterrogarsi sul significato dell'istruzione in una società che sembra distratta da altre ben più gravi questioni, e invita gli insegnanti a ridefinire il 'senso' del proprio lavoro educativo a scuola. Non è automatico che questo avvenga, perché ci sono altre (forze che condizionano il lavoro dei docenti: non solo i programmi ma, ad esempio, i libri di testo) le aspettative dei genitori, i rapporti con i colleghi, il sistema di valutazione (pensiamo alle prove Invalsi), le abitudini o le sicurezze personali, le sollecitazioni del dirigente e, soprattutto, le concrete condizioni in cui si svolge l'insegnamento.

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Virtuale o reale? ... Reale e virtuale? Questo è il dilemma

lim_alunnidi Daniela Pavan (Gennaio 2013)
Recentemente (4/12/2012) si è svolto su Repubblica - e si poi diffuso in Facebook - un dibattito che ha visto come promotore il maestro Franco Lorenzoni, l’ideatore della Casa laboratorio Cenci in Umbria che da decenni offre  esperienze di apprendimento.
Porta il titolo “Appello perché bimbi e bimbe fino a 8 anni siano liberi da schermi e computer nella scuola”.
Hanno partecipato in molti.
Tra questi il “maestro” - ex sottosegretario all’Istruzione - Marco Rossi Doria con una lettera-saggio "Tradizione e innovazione per la scuola del XX Secolo", la prof.ssa Maria Clotilde Pontecorvo - Professore Emerito di Psicologia dell'Educazione dell'Università di Roma "Sapienza" -, il prof. Francesco Tonucci – responsabile del progetto “La città del bambino” (cittàQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), Fausto Fabbri, fotografo pubblicitario e cofondatore del mensile di interviste e foto “Una Città”, e moltissimi altri
In questa newsletter proponiamo il link al sito ove è riportato il dibattito perché vorremmo svolgere un effetto eco anche tra i nostri lettori, o per meglio dire,  effetto eco – ri - flessione.

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IL COHOUSING, un modo di vivere vecchio come l’umanità

cohousingdi Riccarda Viglino (maggio 2012)

L’attenzione di Scintille alla costruzione di contesti e processi che producono benessere individuale e collettivo attraverso la cooperazione, ci porta ad occuparci di un’esperienza nuova che si sta diffondendo in modo sommesso ma costante: il cohousing.
Il cohousing spesso tradotto in italiano come “condominio solidale”, nasce in Scandinavia negli anni 60, ed è oggi diffuso soprattutto in Svezia, Olanda, Danimarca, Stati Uniti, Inghilterra, Canada, Australia, Giappone, anche se non mancano numerose esperienze in altri paesi tra cui l’Italia .

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Dirigenti oggi: la sfida della leadership nella scuola

leadership-clouddi Chiara Riello (febb. 2012)

Il paradigma della “complessità” pone il Dirigente Scolastico di fronte a problemi nuovi. L’organizzazione scolastica non può più essere governata da regole semplici, rappresentata da una leadership paternalistica, diretta secondo procedure lineari e consolidate nel tempo. L’autonomia organizzativa e didattica contribuiscono ad accrescere la responsabilità progettuale della scuola e la inseriscono in una rete di relazioni con il territorio che richiede capacità di proposta, di negoziazione, di governo in termini certamente più impegnativi rispetto al passato.

La funzione dirigenziale viene sollecitata ad esprimersi attraverso un allargamento di responsabilità e così nuove figure sono chiamate sempre di più ad affiancare il dirigente e a condividere responsabilità dirigenziali.

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Leadership educativa e resilienza oggi

resilienzadi Daniela Pavan (gen. 2012)

E’ ancora possibile oggi parlare di leadership educativa? Di fronte al cambiamento e alla crisi, la risorsa di cui abbiamo bisogno di più è la nostra resistenza.

Tagli di bilancio, chiusura di progetti, riduzione di personale, chiusura delle scuole al di sotto di un certo numero di alunni, cambiamenti nei processi di valutazione delle responsabilità degli insegnanti e dirigenti. Gli educatori non hanno mai affrontato tanti cambiamenti e sfide quotidiane come in questo momento di difficoltà economiche a livello nazionale e mondiale.

 

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LA SCUOLA COME COMUNITÀ CHE SI PRENDE CURA

caringdi Francesca Napolitano (dic. 2011)

Alla luce dell'attuale periodo di crisi economica che sta investendo tutti i paesi occidentali è importante ripensare la scuola come ambiente in cui gli studenti possano da una parte sviluppare le competenze necessarie per affrontare le sfide sociali, lavorative, personali della vita fuori dalla scuola e dall'altra soddisfare i bisogni di appartenenza, sfida, accudimento e riconoscimento del proprio valore. La relazione è alla base dello sviluppo umano, fin dai primi anni di vita, il sentirsi accudito promuove un senso di sicurezza che permette ad ogni soggetto di levarsi dalla "base sicura" delle figure di riferimento e spingersi alla ricerca e alla scoperta del mondo che lo circonda (Siegel, 2001).

 

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