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Valutare le scuole, valutare il sistema … una storia infinita

valutazione-scuoledi Ludovico Di Giovine (Marzo 2013)

(1a parte)

L’approvazione in prima lettura dello “Schema di regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione” (Consiglio dei Ministri del 24/08/2012) ha attivato la procedura per i previsti pareri istituzionali del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (20/11/2012) e del Consiglio di Stato (16/01/2013). Nel contempo si è riaperto il confronto in ambito sindacale e politico sull’annosa questione della valutazione di sistema e, recentemente (21/01/2013), si è avuta una decisa e articolata presa di posizione critica, un vero e proprio “manifesto”, da parte di alcune associazioni: AIMC, CIDI, Legambiente Scuola e Formazione, MCE, Proteo Fare Sapere, CGD, UDS, Per la Scuola della Repubblica. Il 29 gennaio 2013 la Commissione Istruzione e Cultura del Senato ha iniziato l’esame dello Schema di Regolamento avendo ricevuto la documentazione dal ministro Giarda con la sollecitazione a far presto perché eventuali ritardi potrebbero mettere in forse l’accesso ai fondi strutturali europei della prossima programmazione settennale.

Molto vivace il dibattito che ha visto la senatrice Albertina Soliani chiedere al Governo, con riferimento all’eccesiva burocraticità del meccanismo previsto dallo Schema, di “chiarire una volta per tutte quali e quanti interessi personali e particolari abbiano trovato soddisfazione nell’organizzazione proposta che, complessivamente, risulta assai inferiore rispetto alle sfide in campo. Questo provvedimento - ha aggiunto la senatrice - finisce per essere una mera veste burocratica, tagliata su misura per perpetuare interessi di cui il Paese non ha alcun bisogno”. Il 14 febbraio la Commissione ha espresso parere favorevole con osservazioni di non poco conto di cui si dirà in seguito. Ma ora torniamo indietro, per andare meglio avanti, inquadrando il problema nei suoi aspetti essenziali.


1. Ragioni e finalità della valutazione di sistema.

Interrogarsi sulle finalità della valutazione di sistema significa interrogarsi sulle finalità della scuola. La valutazione di sistema non è operazione “neutrale”: si caratterizza muovendo da una visione della scuola e tende ad orientare le politiche scolastiche.
Le finalità generali di un piano di valutazione del servizio offerto dalla scuola sono così individuabili:
• migliorare la “produttività” della scuola
• fornire elementi di giudizio agli organi di decisione politica ai vari livelli
• sollecitare una più congrua distribuzione delle risorse
• apprezzare l’efficacia di iniziative e programmi nazionali (riduzione dispersione scolastica; inclusione alunni non italiani; ecc.)
• fare in modo che la scuola esca da una logica autoreferenziale che accentua il distacco dai bisogni formativi espressi dalla società
In relazione alle finalità individuate per la valutazione del servizio di un sistema complesso, quale è la scuola, non si può ovviamente prescindere dalla ricerca e applicazione di coerenti indicatori di qualità. In forte sintesi, senza entrare nel merito, gli indicatori saranno del tipo:
• indicatori di contesto
• indicatori di input/risorse
• indicatori di processo
• indicatori di prodotto

2. Le sperimentazioni. Il progetto VALeS.

Non poche sono state le sperimentazioni condotte in Italia sulla valutazione del sistema scolastico con l’intento, di volta in volta, di preparare al meglio l’avvio di un Servizio nazionale di valutazione. Alcune sono state promosse e realizzate in ambito regionale:
• IPRASE Trentino e Commissione sulla valutazione del sistema scolastico della Provincia Autonoma di Trento (1993)
• IRRSAE Toscana e Commissione sull’autodiagnosi del sistema scolastico in collaborazione con il CENSIS (1994)

Di più ampio respiro il progetto di ricerca promosso dall’Associazione degli Industriali della provincia di Vicenza in collaborazione con il Provveditorato agli studi e con la consulenza del Gruppo CLAS di Milano (1993-1994) e , successivamente, la ricerca promossa dal CNEL in ambito nazionale (1995).
Le sperimentazioni citate, tranne quella dell’IPRASE, hanno misurato i risultati ottenuti dagli studenti solo in termini quantitativi (voto medio esame di maturità, promozioni, bocciature) senza apprezzare il livello qualitativo degli apprendimenti e quindi la qualità del servizio erogato.
Dopo una fase di scarsa attenzione al problema, in anni più recenti, si sono avute alcune iniziative di un certo rilievo:

  • “Valorizza”, “Progetto sperimentale per premiare gli insegnanti che si distinguono per un generale apprezzamento professionale all’interno della scuola”, reso noto nel novembre 2010 con l’intento di attuarlo negli aa. ss. 2010/2011 e 2011/2012. E’ stato poi “accantonato”, nella fase di avvio della 2^ annualità, a seguito delle numerose e motivate contestazioni mosse da più parti. Il progetto ha interessato 33 scuole, complessivamente, del Piemonte, Lombardia, Campania, ed ha coinvolto 905 docenti. Un comunicato stampa del MIUR del 09/06/2011 con enfasi informa “Scuola, il merito entra negli istituti. Premiati 276 docenti”. Il criterio di valutazione dei docenti è stato di tipo “reputazionale”, relativo cioè alla stima e al gradimento che le varie componenti scolastiche hanno espresso nei confronti dei candidati. Il 30% dei docenti partecipanti è stato premiato, dunque, una tantum, con una mensilità lorda aggiuntiva.
  • “Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle scuole”, VSQ, “Progetto sperimentale per la valutazione delle scuole”, reso noto nel novembre 2010 e attuato negli aa.ss. 2010/2011, 2011/2012, 2012/2013, anno in cui avrà termine. Il progetto coinvolge 77 scuole, complessivamente, delle province di Arezzo, Mantova, Pavia e Siracusa di cui 69 Istituti comprensivi e 8 Scuole secondarie di 1^ grado, circa 5.600 docenti e 57.000 famiglie. Due le caratteristiche principali: a) misurazione del miglioramento degli apprendimenti, mediante test predisposti dall’INVALSI; b) analisi valutative condotte da commissioni esterne di valutazione tendenti ad un apprezzamento complessivo del contesto scolastico attraverso protocolli di visita previsti nel primo anno e negli anni successivi. Suscita perplessità la “competizione” che si vorrebbe stimolare tra le scuole partecipanti considerato che solo il 25% potrà ottenere un significativo riconoscimento economico.
  • “Valutazione e Sviluppo Scuola”, VALeS, “Progetto sperimentale per individuare criteri, strumenti e metodologie per la valutazione esterna delle scuole e dei dirigenti scolastici, reso noto con CM n. 16 del 03/02/2012, sarà attuato nel triennio 2012/2013, 2013/2014, 2014/2015. Limitato a 300 istituzioni scolastiche (per ragioni di budget), ha suscitato subito interesse e consensi per più di un motivo: 1. prevede risorse per tutte le scuole partecipanti superando la cosiddetta “premialità selettiva” introdotta da Renato Brunetta; 2. valutazione esterna incentrata su ambiti precisi: a) profili organizzativi; b) rilevazione degli apprendimenti che tenga conto dei processi e del valore aggiunto; c) contesto scolastico sotto il profilo sociale ed etico; d) professionalità e comportamenti dei vari soggetti. “Analizzando le schede tecniche del progetto, osserva G. Cerini, risulta abbastanza evidente che la valutazione esterna delle scuole dovrebbe focalizzarsi sui risultati degli apprendimenti (prove standardizzate dell’Invalsi, ma anche risultati a lungo termine), su aspetti didattici (cosa succede in classe?), su profili organizzativi (struttura, comunicazione, funzioni, sistema delle decisioni), sulla capacità di interazione esterna (partnership), sul clima sociale ed etico (valori), sulle professionalità ed i comportamenti dei diversi operatori (in particolare sulle forme di leadership orientate all’educazione). Dunque, non potrà incentrarsi solo sulle prove INVALSI e la ricerca dovrà mettere a fuoco anche altri tipi di output e di outcome, oltre a passare al vaglio i processi organizzativi che possono influire sui risultati positivi. In questa ottica la valutazione esterna non rappresenta un giudizio inappellabile, per distinguere buoni e cattivi, ma trasformarsi in una opportunità per un confronto serrato tra le diverse professionalità che operano all’interno di ogni scuola, per mettersi in gioco, crescere, essere stimolati a migliorare, essere messi di fronte alle proprie eventuali carenze, ma anche diventare consapevoli delle proprie risorse” (G. Cerini, “Progetto VALeS. Tra dirigente e scuola …”, “Notizie della scuola”, n. 10, gennaio 2012, p. 2).

3. Punti caratterizzanti lo Schema di regolamento

Lo Schema di regolamento in discussione ed in via di approvazione presenta la novità positiva di articolare, in maniera netta anche se per linee generali, una sistema di valutazione esterna delle scuole che si affiancherà all’impegno auto valutativo di ciascuna istituzione scolastica. Osserva Giancarlo Cerini: “Emerge dallo scarno contenuto dell’articolato (mancano infatti i decisivi protocolli sulla cui base condurre le indagini nelle scuole) un’idea di valutazione finalizzata al miglioramento, ove la competizione è semmai con sé stessi, di una scuola che diventa consapevole dei propri punti di forza così come delle proprie criticità, attraverso l’analisi di informazioni comparabili su base più ampia ed il confronto con un punto di vista ‘esterno’ che può aiutare a superare la propria autoreferenzialità” (G. Cerini, “Verso un nuovo sistema di valutazione”, in “Notizie della scuola”, n. 2, sett. 2012, p. 56). Estremamente positivo, dunque, che il Regolamento indichi la via del miglioramento continuo e della responsabilità, in relazione ai diversi contesti, piuttosto che la via degli incentivi e delle sanzioni. “Troppo spesso la valutazione è stata associata ad una visione punitiva, classificatoria, competitiva. Il fatto è che le innovazioni in materia di valutazione sono state tante, forse eccessive, e spesso veicolate da provvedimenti normativi approvati per decreto legge e senza un pubblico dibattito (…) Ora bisogna guardare avanti, sviluppare un processo culturale che riconfermi la natura ‘formativa’ di ogni processo valutativo, cioè il suo essere finalizzato al miglioramento e allo sviluppo permanente (degli apprendimenti, del personale, delle scuole)” (G. Cerini, cit., p. 57).
Un consapevole atteggiamento costruttivo porta a cogliere l’opportunità “storica” di una regolamentazione del Sistema Nazionale di Valutazione tanto attesa; tuttavia vanno evidenziati alcuni punti critici e alcune irrinunciabili questioni di fondo che, peraltro, trovano fondamento nei rilievi allo Schema di regolamento formulati sia in sede istituzionale (CNPI, Consiglio di Stato, Commissione Istruzione del Senato) sia in ambito sindacale e dell’associazionismo professionale.