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INVALSI: la valutazione esterna delle scuole

invalsidi Domenico Trovato (Giugno 2016)

Questo contributo intende affrontare, a partire da una panoramica storica dell'evoluzione del sistema nazionale di valutazione, le problematiche della valutazione esterna, che, in questi mesi sta coinvolgendo un campione significativo di scuole (ma il percorso è iniziato da almeno 4 anni) e che si svilupperà fino al 2017.
L'obiettivo è quello di descrivere le potenzialità di questo servizio, divenuto ormai obbligatorio per legge (DPR 80/2013), che essenzialmente opera in due direzioni: 1.sostenere le scuole nel processo di auto- valutazione in corso, rappresentato dal RAV, attraverso l'analisi e il confronto su quanto dichiarato nello stesso documento; 2. porsi, per il personale e per l'utenza, come occasione di aiuto per una ulteriore riflessione sul profilo dell'offerta formativa della scuola, in funzione di un incremento delle buone pratiche in atto, ma con uno sguardo anche ad eventuali criticità.

Al lettore attento certamente non sfuggirà il fatto che siamo in presenza di un progetto innovativo per la realtà scolastica italiana e che gli esiti di tale intervento potranno avere positive ricadute sul lavoro educativo- didattico che quotidianamente si svolge nelle aule.

L'emanazione del DPR 80/2013, Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione, ha rappresentato una svolta importante per la messa a sistema di questo ambito, che nel pas-sato aveva sofferto di discontinuità e di qualche incertezza normativa. Con il Regolamento,invece, vengono determinate le "regole" per avere un quadro organizzativo e formativo di riferimento, stabile, globale e strutturato. La valutazione acquista una dimensione multilivello - di sistema, degli apprendimenti degli studenti, delle scuole (esterna e interna/autovalutazione), della Dirigenza Scolastica - nella prospettiva del miglioramento.


1.Il quadro normativo: cenni storici e ultimi sviluppi

Già dal 1990 si è avvertita l'esigenza di valutare le scuole, il loro funzionamento e la qualità del servizio, sulla spinta anche del progetto internazionale dell'OCSE denominato ISIP (1982/87 = ricerca di strategie di miglioramento), e dei Progetti Qualità (PQ) avviati in Italia in diverse Scuole Superiori dal 1987. Il Testo Unico del 1994 e la Carta dei servizi del 1995 confermano questo bisogno valutativo, che a livello del MPI, viene preso in carico dal CEDE, Centro Europeo dell'Educazione attraverso il Servizio Nazionale sulla Qualità dell'Istruzione (S.N.Q.I.), non sempre efficace ed operativo in materia.

Infatti nel 1999 verrà sostituito con l'INVALSI, chiamato dal 2007 ad effettuare verifiche sistematiche e periodiche sulle abilità e conoscenze degli studenti e sulla qualità dell'offerta didattica e formativa delle Scuole, a gestire il Servizio nazionale di valutazione, a preparare i test della prova scritta nazionale per l'esame di Stato al terzo anno della scuola secondaria di 1° e le prove intermedie di Italiano e matematica sia per la Scuola Secondaria di 1°, sia per le Scuole Secondarie di 2°.
Bisognerà però arrivare al 2004 (D.Lvo 286) perché venga riordinato l'INVALSI e istituito il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV).

Da allora la politica nazionale valutativa diventerà più efficace e organica, con i progetti VALES, V&M e VALSIS, con il progetto SIVADIS per i Dirigenti Scolastici, con le prove di rilevazione nazionale di Italiano e matematica (test studenti) e con l'orientamento a dare impulso alla valutazione esterna delle scuola, tramite team di esperti osservatori.


A fondamento di questo impegnativo programma nazionale, vengono declinate cinque importanti opzioni "di sistema":

  1. l'autonomia della Scuola esige/implica responsabilità, trasparenza, rendicontazione (accountability) verso i propri portatori di interessi (stakeholder);
  2. non ci può essere autonomia senza valutazione dell' efficacia e dell' efficienza;
  3. le scuole debbono abbandonare il terreno dell' autoreferenzialità, per aprirsi alle dinamiche del bilancio sociale (comunicazione all'esterno della propria attività, confronto con l'utenza, rapporto con il territorio...),
  4. la scuola deve realizzare frequenti azioni di monitoraggio/autovalutazione per innescare processi di miglioramento continuo (kaizein);
  5. il miglioramento della qualità del servizio non può essere semplicemente la risposta ad un "adempimento ministeriale", quanto la capacità di far emergere tutte le potenzialità formative interne, a partire da un'analisi puntuale dei punti di forza e delle aree di criticità.

Il percorso, per dare visibilità a questi "indirizzi", si sviluppa negli anni attraverso varie iniziative, per approdare alla situazione odierna che si caratterizza per i seguenti quadri teorico-operativi, elaborati all'interno del fondamentale DPR 80/2013:

  1. la Valutazione di sistema intende rispondere a due finalità principali: -rendere trasparenti e accessibili all'opinione pubblica informazioni aggregate sugli aspetti più rilevanti del sistema di istruzione; -aiutare i decisori politici a valutare lo stato di salute del sistema di istruzione, per sviluppare strategie appropriate di controllo e miglioramento.
  2. la Valutazione delle scuole ha invece lo scopo di verificare il funzionamento delle singole scuole, mettendo in relazione i diversi contesti di partenza, i processi didattici e organizzativi attuati ed i risultati ottenuti.

L'approccio scelto è quello di integrare la Valutazione di sistema e delle scuole in un quadro di riferimento o framework unitario. Tale quadro tiene conto di quattro dimensioni (CIPP): - il Contesto socio-economico- culturale in cui le scuole sono inserite; -gli Input, ovvero le risorse umane, materiali ed economiche, di cui la scuola dispone per offrire il proprio servizio; - i Processi attuati, ossia le attività realizzate (l'offerta formativa, le scelte organizzative e didattiche, gli stili di direzione); i Prodotti/Risultati ottenuti, sia immediati (percentuali di promossi, votazioni conseguite agli esami di Stato) sia di medio e lungo periodo (livello delle competenze possedute, accesso al mondo del lavoro).


In particolare la parte più innovativa del dispositivo riguarda la valutazione esterna, all'interno di un quadro generale che prevede: pratiche di autovalutazione; verifica esterna in situazione; azioni di miglioramento e forme trasparenti di rendicontazione pubblica. L'obiettivo è quello di stimolare l'Istituto scolastico a dare il meglio di sé, nella logica del "valore aggiunto" (produrre risultati in termini apprendimento,comparando la situazione di ingresso e quella di uscita dei diversi studenti).


La successiva Direttiva 11/2014 definisce le priorità strategiche della valutazione del Sistema scolastico: ridurre la dispersione scolastica, le differenze tra scuola e scuola, ma anche rafforzare le competenze di base degli studenti e valorizzare gli esiti a distanza degli stessi.
Chiarisce che la valutazione comprende:
1.l'autovalutazione;
2.la valutazione esterna;
3.la valutazione dei D.S.;
4. le rilevazioni INVALSI;
5. la valutazione del sistema scuola nel suo complesso;
6. i criteri generali per garantire autonomia al Corpo ispettivo;
7. i criteri generali per la valorizzazione delle scuole impegnate nel processo di autovalutazione( le scuole diventano protagoniste e destinatarie delle azioni di AV).

2. Quale valutazione esterna: filosofia e procedure

L'idea di fondo è che la valutazione deve comunque servire al miglioramento e non alla classificazione delle scuole. Il modello utilizzato è il CIPP (Contesto, Input, Processo, Prodotto) ridotto però a tre segmenti:


Contesto
popolazione scolastica, territorio e capitale sociale, risorse economiche e materiali, risorse professionali.


Processi diviso in due aree:

  1. curricolo, progettazione e valutazione, ambiente di apprendimento, inclusione e differenziazione, continuità ed orientamento;
  2. orientamento strategico e organizzazione della scuola, sviluppo e valorizzazione delle risorse umane, integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie).

Prodotto/Esiti
risultati scolastici, risultati nelle prove nazionali, competenze chiave e di cittadinanza, risultati a distanza.


L'obiettivo è quello di investire per una maggiore equità tra le scuole.
Il mezzo è l'elaborazione del RAV, Rapporto di Autovalutazione, a partire dall'a.s. 2014/15, con la precisazione che la sua stesura comporta una vera autovalutazione del punti di forza e delle aree di criticità della scuola, non la compilazione di un format in modo asettico e descrittivo. La scuola deve interrogarsi sulle azioni intraprese ai diversi livelli (progetti, valutazione, rapporti con le famiglie, orientamento, curricolo, aggiornamento) ed esprimere un giudizio su modalità e qualità del servizio offerto su una scala di sette livelli (gradienti da molto critica a eccellente).


La pubblicazione del documento deve avvenire entro il 30 settembre sul portale Scuola in chiaro del MIUR e, a partire dalle priorità individuate (sia punti critici che punti di forza), occorre attivare il Piano di Miglioramento triennale (PdM), percorso di pianificazione e di sviluppo di azioni migliorative.
Il miglioramento, in questa logica, è inteso come aumento nei livelli di apprendimento conseguiti dagli studenti, ma anche come capacità crescente della scuola di innovare. Si tratta dunque di un cambiamento che attiene contemporaneamente alla cultura, ai processi e agli esiti.
Sul piano operativo, la procedura prevede:
- la scansione temporale del procedimento di valutazione, secondo lo schema indicato dalla C.M. 47/2014

N.  Fasi  Attori   a.s. 2014/15 a.s. 2015/16 a.s. 2016/17
 1.a  Autovalutazione/RAV  Tutte le scuole                                                         
 1.b  Valutazione esterna  Ca. 800 scuole l'anno,individuate con campionamento casuale                                    
 1.c  Azioni di miglioramento  Tutte le scuole                                    
1.d Rendicontazione sociale Tutte le scuole                     

 - l'affidamento della valutazione ad un team di valutatori (NEV, Nucleo di Valutazione), coordinato da un Dirigente Tecnico e composto da un profilo A, esperto che proviene dal mondo della scuola(docente o D.S.) e da un profilo B, esperto esterno al mondo della scuola, con esperienza nella ricerca sociale (ricercatore universitario, consulente aziendale ...);
- la visita dei NEV alle scuole, nell'arco temporale di tre giorni (nel corrente a.s.- aprile- dicembre, saranno visitate ca. 370 scuole), con incontri ed interviste aventi come destinatari il D.S., il suo staff, i docenti, il personale ATA, gli alunni, i genitori, visite agli spazi scolastici, esame della documentazione(RAV, POF, PTOF...);

- un primo feedback informale, a conclusione della visita, per mettere in evidenza le buone pratiche e gli eventuali aspetti problematici riscontrati;
- la stesura di un Report (RVE) da presentare all'Istituto Scolastico, in una seconda fase, quale documento di restituzione, che comprende una giudizio collegiale del Team su una scala da 1 (situazione molto critica) a 7 (situazione eccellente). Per quest'anno non è prevista la diffusione pubblica del documento.


3. Punti di forza e aree di criticità
Certamente un punto di forza centrale dell'intera operazione riguarda la forte sollecitazione alle Scuole a intraprendere un sistematico percorso autovalutativo, a carattere multifattoriale (sugli apprendimenti, sulle pratiche didattiche, sull'offerta formativa, sull'organizzazione del tempo scuola, sull'uso delle TIC...), come antidoto all'autoreferenzialità, all'inerzia e alla stagnazione formative. Questa è la scommessa del piano mi-nisteriale, a cui si collega, come altro elemento di positività, il tentativo di far competere la scuola con se stessa, perché comprenda che può generare valore aggiunto, se ripensa/ridetermina il suo modo di fare didattica.
Sul versante delle criticità è possibile rilevare

a. l'esiguità del tempo previsto (meno di tre giorni) per la visita valutativa;

b. la complessità degli strumenti che non sempre permettono sintesi efficaci;

c. l'impossibilità (non fa parte del protocollo) di poter partecipare, da osservatore, ad alcuni momenti di lavoro collegiale della scuola (Consigli di classe, Collegi Docenti, riunioni di dipartimento, Consigli di Istituto, riunioni di commissioni ...);

d. la indefinita programmazione degli interventi futuri, che consenta alle scuole di avere dei riferimenti progettuali certi.


4. Nota conclusiva

L'azione messa in campo dal MIUR, tramite l'Invalsi, ha indubbiamente fattori di positività:

  • introduce a regime un sistema nazionale che nel tempo dovrebbe contribuire a(Dir.MIUR n. 11/2014):
    • contenere la dispersione e l'insuccesso scolastico;
    • ridurre la differenza tra scuole e aree geografiche, nei livelli di apprendimento degli studenti;
    • rafforzare le competenze di base degli studenti;
    • valorizzare i loro esiti a distanza, con attenzione all'Università e al lavoro;
    • sostenere, alimentare, diffondere la cultura della valutazione;
    • stabilire una virtuosa cooperazione tra valutato (Scuola con il suo RAV) e valutatore (NEV, con il Protocollo Invalsi);
    • aiutare le scuole a "leggersi" attraverso la funzione di "specchio" (quasi un fotoshop) del NEV;
    • fornire suggerimenti alle scuole sui percorsi di miglioramento (PdM), ma sotto forma di indicazioni non vincolanti,

 

ma contiene anche aspetti da sviluppare e consolidare:

  • rendere ciclica la valutazione esterna, perché la scuola possa essere monitorata nello sviluppo delle sue azioni di miglioramento, a intervalli temporali predeterminati;
  • avviare un sistema di accompagnamento delle Scuole rispetto alle loro traiettorie di innovazione, come sollecitato da più parti (cfr. G. Cerini, Valutazione di sistema, un quadro di riferimento) che ipotizza la figura di un tutor di miglioramento interno; (cfr. M. Castoldi che invece esprime delle perplessità, entrambi al link); 
  • recuperare il protocollo sperimentale dell'osservazione in classe (ore di italiano e di matematica, macroaree riferite alle strategie didattiche, al sostegno all'apprendimento ,al clima di classe e alla gestione della classe), realizzato all'interno del progetto PON" Valutazione e Miglioramento" (V&M, dal 2012), ma con tempi più distesi.

Bibliografia essenziale
1. Castoldi M.(2014) Valutare a scuola. Dagli apprendimenti alla valutazione di sistema, Carocci, Roma

2. Faggioli M. (a cura di)(2014), Migliorare la scuola. Autovalutazione, valutazione e miglioramento per lo sviluppo della qualità, Junior – Spaggiari, Bergamo.