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Donna irriducibile di Gioconda Belli – Selezione 2012

Pensano alcuni

che abbia troppo esaltato

i misteri del corpo

la pelle e il suo aroma di frutta

Taci, donna! -mi ordinano-

Non ci annoiare più con la tua lussuria

Tornatene a casa

Spogliati

Fa ciò che vuoi

Ma taci

Non gridarlo ai quattro venti

Una donna è fragile! Dolce, materna;

nel suo sguardo i veli del pudore

l’innalzano quale vestale eterna di tutte le virtù.

Una donna che gode è un mare tempestoso

dove si può solo naufragare.

Taci. Smetti di parlare di ventri e umori.

E passi se lo facevi in gioventù.

E’ quello, in fondo, il tempo della trasgressione.

Ma adesso taci.

Avrai presto nipoti, basta con le passioni.

E quando il corpo perderà il suo tono

dovrai piegare l’anima

andare in Chiesa

lavorare a maglia

e occhi a terra per il decoro richiesto in menopausa.

Mi metto oggi a scrivere

per i Sommi Sacerdoti della decenza

per coloro che, esaurito ogni argomento,

consigliano alle donne una prematura vecchiaia

una triste solitudine

e il timore precoce  delle rughe.

Ah! Signori, voi non sapete invece

quante delizie  i corpi autunnali celino

quanti unidori e quanto humus

quanto splendore d’oro si occulta tra il fogliame del bosco

dove la terra fertile

si è nutrita del tempo.

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