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Il potere Trans-formativo della Cooperazione. Scintille.it alla Conferenza Internazionale IASCE 2013

di Daniela Pavan (Agosto 2013)

Si è svolta tra il 5 e il 7 luglio a Scarborough nello Yorkshire in GB la Conferenza Internazionale IASCE 2013 alla quale Scintille.it ha partecipato con tre suoi componenti.
E’ stata un ‘esperienza esaltante piena di stimoli e sollecitazioni: lavorare fianco a fianco con Yael Sharan e Robert Slavin ma anche con alcuni altri grandi del CL (Pasi Sahlberg, Lynda Baloche, Maureen Breeze, Celeste Brody e molti altri) che condividevano con tutti i vari momenti della giornata è stato proprio energizzante.

Ci siamo sentiti parte di un multi colore movimento educativo che, rispettando le varie diversità culturali, sociali e didattiche, vuole condurre ad una maggiore giustizia sociale dove ciascuno ha diritto ad apprendere.

Questo ci porta diretti ad una riflessione sul come la “professione insegnante” possa essere un’espressione di partecipazione civica e democratica. Neppure i migliori dirigenti oggi hanno il know-how e le capacità individuali per affrontare problemi come il diffondersi pervasivo di situazioni di povertà, la crescente realtà di studenti adulti di seconda lingua e la sempre più diffusa mobilità del concetto di famiglia. Le nazioni più sviluppate a livello educativo, come la Finlandia e Singapore, hanno costruito il loro successo sulla capacità di leadership degli insegnanti e la forte interconnessione tra chi insegna e chi prende decisioni politiche.
Il concetto di “leadership distribuita” in questo può aiutare ed è noto, conosciuto ma non diffuso e praticato, al punto che ancora oggi si usa più il concetto di attribuzione gerarchica piuttosto che quello della distribuzione equa dei ruoli e delle responsabilità.
Potremmo parlare oggi di Cooperative Learning 3.0 cioè non più di una semplice metodologia dove un gruppo di studenti apprendono insieme, ma di qualcosa di ulteriore: un movimento sociale ed economico che si occupa di cittadinanza attiva, coesione di comunità, identità e appartenenza. Vi è in questa visione una sorta di tridimensionalità di teoria e pratica, che va oltre la scuola e il web, è propriamente una dimensione di valori e un’unità di visione che interconnette persone, contesti educativi, società. (vedi A. Wilkins, Co-operative Learning – a Contextual Framework, in Journal of Co-operatve Studies, Vol. 44 – N.3 – Dec 2011, pagg. 5-14)
E ora pieni di questa carica energetica torniamo in Italia (la sottoscritta, Fabrizio Santini e Isabella Pescarmona) certi che quello che stiamo facendo è in sintonia con un movimento più ampio, una realtà dinamica che vive e lega contesti anche molto diversi fra loro e che ha una visione di crescita sociale e collettiva. E’ stato stimolante il confronto con persone, con ricerche e con esperienze che si stanno svolgendo in Giappone, in India, in Messico e in Nuova Zelanda, in India, In Sudafrica (solo per citare alcuni paesi dei 43 paesi presenti), nonché in molti paesi europei.
Personalmente sono desiderosa di tradurre in pratica quel potere trans-formativo che ha la cooperazione.
Gli interventi che abbiamo portato – quello di Isabella sul concetto di status e di aspettativa di competenza come sfida per l’insegnante e quello di Fabrizio su come il Cooperative sia una risorsa per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile – sono stati apprezzati e hanno avuto interessanti momenti di discussione. Entrambi i lavori pur nella loro diversità – resoconto di una ricerca, il primo e narrazione descrittiva di una esperienza concreta il secondo – hanno contribuito a far capire che lavorare in apprendimento cooperativo abilita bambini e adulti a co-costruire già da ora la “scuola che vorrei…”.

 

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