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Valutazione e miglioramento

La Direttiva 11/2014 definisce le priorità strategiche della valutazione del Sistema scolastico: ridurre la dispersione scolastica, le differenze tra scuola e scuola,  ma anche rafforzare le competenze di base degli studenti e valorizzare gli esiti a distanza degli stessi.

Chiarisce che la valutazione comprende:

  1. l’autovalutazione;
  2. la valutazione esterna;
  3. la valutazione dei D.S.;
  4. le rilevazioni INVALSI;
  5. la valutazione del sistema scuola nel suo complesso;
  6. i criteri generali per garantire autonomia al Corpo ispettivo;
  7. i criteri generali per la valorizzazione delle scuole impegnate nel processo di autovalutazione( le scuole diventano protagoniste e destinatarie delle azioni di AV).

Emerge la complessità del nuovo sistema di auto/valutazione della scuola, certamente non praticabile come adempimento amministrativo, né come innovazione sottoposta ad innaturali accelerazioni imposte dall’alto.

Occorre, se si vuole veramente recuperare il “senso” e la dignità dei processi educativi (profondi, distesi, attesi e a volte imprevisti) agire nel rispetto:

  • dei tempi di apprendimento degli insegnanti;
  • dei molteplici stili e profili di apprendimento degli alunni;
  • della poliedricità dei processi e delle procedure di insegnamento.

La auto/valutazione di Istituto abbisogna sicuramente di strumentazione “raffinata”, ma soprattutto di una maturazione metacognitiva di tutta la comunità scolastica, di un approccio cooperativo al lavoro in classe e tra i docenti, di una cifra formativa ed operativa che coniughi inclusione e differenziazione.

Il piano generale dell’Istituto e della Scuola si coniuga quindi con quello particolare della classe e degli allievi.

Valutazione di Istituto e valutazione per competenze sono due facce della stessa medaglia. E’ per questo che in questa sezione includiamo percorsi che riguardano entrambi gli aspetti generale e particolare.

Infatti se progettare per competenze significa delineare percorsi di apprendimento che permettano ad ogni studente di dimostrare di saper usare le proprie conoscenze, abilità e disposizioni in un determinato contesto, allora ciò richiede la strutturazione di prestazioni finali e di attività in itinere che aiutino gli studenti a comprendere il livello di qualità delle loro competenze, durante e alla fine del percorso, e permettano agli insegnanti di proseguire o di riprogettare l’attività didattica. Sono fondamentali, a questo proposito strumenti di verifica e valutazione chiari, comprensibili sia all’adulto, che al ragazzo, il quale ha bisogno di considerarsi soggetto attivo e consapevole della sua crescita e del suo miglioramento.

La teoria di apprendimento di fondo che verrà tenuta presente è il costruttivismo e l’apprendimento significativo. In particolare, si terrà conto del lavoro di Wiggins e McTighe sulla progettazione “a ritroso”, sulle prestazioni autentiche e sulle rubriche di valutazione e quella di Wenger sulle comunità di apprendimento.

Se ti interessano questi argomenti ti invitiamo a visitare le pagine relative alle Unità Formative da 25 ore dei corsi di Scintille.it per questo ambito.

Percorsi sulla valutazione per competenze

  • Progettare percorsi e prestazioni autentiche
  • Valutare per competenze: le rubriche e il loro utilizzo

Percorsi sulla valutazione di Istituto

  • Valutare l’insegnante (corso per insegnanti)
  • Valutare il comportamento degli alunni: processi, strategie e strumenti
  • La valutazione esterna: dal RAV al PDM (corso per dirigenti)

Risorse Valutazione e miglioramento

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  • Di Domenico Trovato (Ottobre 2017)

    già Dirigente Scolastico, esperto di valutazione scolastica e formatore

    Lo stimolo a proporre tale argomento deriva dall’accelerazione impressa dalla Legge 107/2015 (la cosiddetta “Buona Scuola”)

  • di Domenico Trovato (Dicembre 2016)

    In un precedente articolo "INVALSI: la valutazione esterna delle scuole" erano state affrontate le problematiche generali del nuovo sistema di valutazione della scuola italiana, divenuto obbligatorio con il DPR 80/2013, con particolare attenzione ai quadri teorici di riferimento e ai percorsi operativi inerenti la valutazione esterna delle scuole. In questo contributo si intendono approfondire alcune coordinate riguardanti la funzione e la struttura del RAV, Rapporto di Autovalutazione (in vigore dall’a.s. 2014/15) e le sue interconnessioni con il PdM, Piano di Miglioramento, che rappresenta il “naturale” sbocco del RAV.

  • di Francesca Napoletano (Novembre 2016)

    Da molti anni si parla nella scuola della redazione di un curricolo verticale d’istituto, con l’intento di promuovere una coerenza formativa negli istituti comprensivi e di valorizzare le peculiarità della scuola stessa. Molti docenti lo vedono come un adempimento burocratico senza un’utilità pratica, tanto più perché non sembra esserci un modello univoco di redazione del curricolo. Di fatto redigere questo documento significa riflettere su quale continuità si vuole dare al percorso formativo di ogni studente dalla scuola dell’infanzia all’uscita dalla scuola secondaria di primo grado, ma che possa continuare lungo l’intero arco della vita.

  • di Domenico Trovato (Giugno 2016)

    Questo contributo intende affrontare, a partire da una panoramica storica dell'evoluzione del sistema nazionale di valutazione, le problematiche della valutazione esterna, che, in questi mesi sta coinvolgendo un campione significativo di scuole (ma il percorso è iniziato da almeno 4 anni) e che si svilupperà fino al 2017. L'obiettivo è quello di descrivere le potenzialità di questo servizio, divenuto ormai obbligatorio per legge (DPR 80/2013), che essenzialmente opera in due direzioni: 1.sostenere le scuole nel processo di auto- valutazione in corso, rappresentato dal RAV, attraverso l'analisi e il confronto su quanto dichiarato nello stesso documento; 2. porsi, per il personale e per l'utenza, come occasione di aiuto per una ulteriore riflessione sul profilo dell'offerta formativa della scuola, in funzione di un incremento delle buone pratiche in atto, ma con uno sguardo anche ad eventuali criticità.

  • di Maria Luisa Damini (Aprile 2016)

     Più volte, in questi anni, si è visto come il  cooperative learning sia un metodo di  insegnamento/apprendimento complesso          contraddistinto dalla centralità del soggetto che  apprende e costruisce in modo via via più autonomo le proprie conoscenze. Molto spesso, tuttavia, lavorare con modalità nuove rispetto alla lezione frontale o al cooperative informale non è semplice e uno dei primi ostacoli che gli insegnanti rilevano è proprio quello della valutazione1. Pare evidente, infatti, che sia fondamentale una rimessa in discussione delle forme di valutazione tradizionali, tenuto conto che il momento valutativo continua ad essere sentito come fondamentale da tutti gli studenti.

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