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Quando insegnare non è più un piacere. Prevenire il burn out nella scuola

occhialiClassi difficili da gestire, perdita di immagine e di stima da parte delle famiglie, richieste sempre nuove a livello metodoologico-didattico, “analfabetismo” rispetto ai nuovi linguaggi della comunicazione (blog, wiki, social network, learning objects), alunni violenti e allo sbando….La professione docente è sempre più in crisi, così come sempre più forte è la consapevolezza del’esigenza di un cambiamento.


Ma si sa, la parola “cambiamento” e la parola “crisi” hanno molte affinità e l’una inevitabilmente rimanda all’altra.
Il vocabolo “crisi” contiene stratificazioni geologiche di concetti. Nell’immaginario collettivo significa difficoltà e paura. Ma l’etimologia del vocabolo, che racchiude millenni di saggezza e di esperienza, deriva dal greco krisis che a sua volta discende da krinò, cioè separo, e quindi decido (la stessa radice di cernere) e scelgo. Insomma, crisi significa “momento che separa una maniera d’essere o una serie di fenomeni da un’altra differente”. In pratica: cambiamento.
La crisi così intesa rappresenta un’opportunità di crescita reale.
Quando c’è un evento innovativo, la soluzione vincente è quella di porre grande attenzione alla gestione del “cambiamento” attraverso la ricerca profonda del significato del proprio agire.

 

Contenuti
L’insegnante e i suoi conflitti:

  • come riconoscere il burn out
  • come prevenirlo o gestirlo: tecniche di consapevolezza corporea e mentale

L’insegnante e la sua classe: principi di dinamica di gruppo
L’insegnante e le sue comunicazioni: si fa presto a dire ascolto
L’insegnante e i suoi allievi

 

Destinatari

Insegnanti di ogni ordine e grado

Formatori

Educatori professionali

 

Durata: 21 ore (18 in presenza e 3 a distanza)

Contatti ed informazioni: dott.ssa Daniela Pavan - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.