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Punti di vista: fiabe e gioco di ruolo

di Giovanna Malusà, Phd, psicologa, formatrice e docente

Assumere prospettive differenti è un atteggiamento che si può allenare facilmente utilizzando nelle fiabe giochi di ruolo. Certo, perché le fiabe ci permettono più facilmente di abbandonare il nostro punto di vista per abitare temporaneamente quello dell’altro, attraverso un linguaggio giocoso che parla al cuore.

Scopo: allenarsi a mettersi da un altro punto di vista riconoscendo le ragioni dell’altro.

Metodo:

  • Scegliere una fiaba ben conosciuta da tutto il gruppo-classe (Esempio: Cappuccetto Rosso) e rileggerla insieme.
  • Dividere la classe in piccoli gruppi.
  • Ciascun gruppo si allena a presentare la propria versione della storia, annotandosi le parole chiave che sembrano importanti. Ci sarà la versione di Cappuccetto Rosso, quella del Lupo, del Cacciatore e della Nonna.
  • Dopo la fase di preparazione, ciascun gruppo racconta agli altri la propria versione (si può anche drammatizzare).
  • Si invertono le parti a rotazione, impersonando ruoli differenti.
  • Riflessione a coppie o in piccolo gruppo sull’esperienza. Potrebbero essere utili alcune domande guida (da semplificare o approfondire a seconda dell’età dei partecipanti):

Come mi sono sentito nella parte di…? Che cosa ho drammatizzato più facilmente? Quale ragione non riesco ancora a comprendere? Cosa potrebbe insegnare questo personaggio (es. il Lupo, la nonna… ) a… ?

  • Sintetizzare gli elementi più importanti e riportarli al gruppo classe (Si potrebbe utilizzare la struttura “Mappa nel mezzo”).

Varianti: scegliere altre fiabe e/o situazioni problematiche più complesse.

Utilizzo: Questa proposta è adatta in tutte quelle occasioni in cui si vuole facilitare nelle ragazze e nei ragazzi un pensiero divergente, aperto alla considerazione di altre prospettive da cui esaminare un problema.

Attraverso la fiaba anche i bambini più piccoli possono essere coinvolti facilmente, ma il linguaggio della fiaba parla a tutti, grandi e piccini. Il livello di consapevolezza del gioco di ruolo varia comunque a seconda dell’età dei partecipanti.

La fase finale di meta-cognizione permette di trasferire quanto sperimentato ad altre situazioni vissute in classe.

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