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Counseling scolastico

flussidi Chiara Riello (Maggio 2016)

La scuola è un sistema complesso che si articola in una rete di relazioni intra e interpersonali la cui cura è fondamentale, sia per il benessere di tutti i soggetti coinvolti – allievi, insegnanti, genitori, operatori scolastici – sia per l'efficacia del processo di insegnamento-apprendimento.
Il Counseling scolastico si riferisce ai principi della comunicazione efficace e delle dinamiche relazionali e ha come finalità quello di sviluppare un'adeguata capacità comunicativa e di favorire relazioni positive ed efficaci tra studenti, insegnanti, genitori ed altre figure educative o professionali.


Il rapporto di counseling si struttura come relazione di aiuto non direttiva, fondata su un ascolto attivo ed empatico che, in un clima di attenzione e di rispetto, pone al centro la persona con i suoi bisogni, valorizzandone le potenzialità di cambiamento. In questo senso, il counseling è attività di prevenzione al disagio, alle devianze giovanili e, nello stesso tempo, è supporto alla genitorialità e alla scuola.
Il Counseling scolastico si differenzia in due livelli (Di Fabio, 1999):

  • il primo livello applica i principi del counseling come base per instaurare un piano comunicativo-relazionale efficace nelle dinamiche di insegnamento-apprendimento;
  • il secondo è l'intervento di counseling specialistico realizzato da un counselor professionale rivolto agli studenti, ai docenti e alle famiglie.

LO SVILUPPO DEL COUNSELING

In epoca moderna il counseling si sviluppa con il contributo di Carl R. Rogers (1942) che tra il 1945-57, grazie alla feconda esperienza tratta da un centro di consulenza per studenti, svilupperà una teoria e una tecnica - il counseling e la psicoterapia di consultazione - che sarà una tecnica terapeutica che si differenzia per il grado di non direttività rispetto alla psicoanalisi e alla psicoterapia psicoanalitica, sia nei presupposti teorici sia per metodologia, finalità e tipologia di intervento.
La nuova tecnica terapeutica sarà definita "terapia centrata sul cliente o terapia non direttiva" di cui il suo presupposto teorico "... è l'ottimismo motivazionale, per il quale il bisogno di autorealizzazione è l'unica fonte energetica del comportamento umano" (Galimberti, 1992-99).
Rimanendo ancora nell'ambito della definizione e dello sviluppo storico, nello stesso periodo si svilupperanno diversi modelli quali l'analisi transazionale di Eric Berne, la terapia della Gestalts di Fritz Perls, la relazione di aiuto di Robert Carkhuff (1987).

IL COUNSELING: RELAZIONE DI AIUTO ATTRAVERSO UNA COMUNICAZIONE NON DIRETTIVA

Il buon successo di una "relazione di aiuto" avviene per la qualità della comunicazione trasmessa.
Chi utilizza il counseling è in grado di sapere comunicare efficacemente e chiaramente attraverso accettazione, comprensione e congruenza. Nella comunicazione si metacomunica, si processano stati emotivi, perciò è importante sapere che il contenuto che si accompagna al tono della propria voce , è letto dal ricevente con estrema attenzione (Lowen, 2009).
Il rapporto di fiducia si costruisce, anche e non solo, attraverso la comunicazione: le parole hanno la funzione di sostenere, incoraggiare, chiarire, identificare, puntualizzare, accompagnare, sono paragonabili a pillole terapeutiche che la persona porta con sè anche dopo l'incontro. La comunicazione che è offerta, aiuta ad inquadrare il processo, si trasmette al soggetto quale strumento utile perché possa essere capace del suo processo d'individuazione.
La comunicazione non può essere identica per tutti perché ogni individuo necessita di un modo comunicativo personalizzato. La capacità di saper comunicare non è quindi un protocollo o un menù della spesa da applicare a questa o quell'altra persona.
Il consulente, con il suo linguaggio, ri-pone la possibilità alla persona di esprimere i suoi pensieri, idee, fantasie, paure, emozioni e sentimenti; ri-genera il processo comunicativo che sog-giaceva interiorizzato, ri-pone l'esplicitazione a voce alta, utile al processo di chiarificazione, individuazione, comprensione, spiegazione e interpretazione (Di Fabio, 1999).

PERCHE' IL COUNSELING SCOLASTICO?

Esiste una ricca letteratura circa l'efficacia degli interventi di counseling nella scuola: la sua applicazione corretta ha un impatto positivo sul successo scolastico, sull'acquisizione delle abilità sociali, sulla prevenzione dei comportamenti aggressivi, degli atti di bullismo, dei comportamenti devianti in genere (Baker, Swisher, Nadenicheck & Popowicz, 1984). È dimostrato che interventi di counseling nella scuola incrementino il benessere dei soggetti e della comunità stessa (Verduyn, Lord,& Forrest, 1990).
I programmi di counseling efficaci (ben impostati, realizzati secondo criteri di qualità, monitorati negli effetti) sono importanti per il clima scolastico e si rivelano elementi cruciali nel migliorare le prestazioni scolastiche e le condizioni di vita personale e sociale (Myrick, 1987).
Il Counseling scolastico promuove all'interno della comunità scolastica la cultura della prevenzione e migliora il clima scolastico. Nella scuola una cultura di prevenzione deve promuovere azioni concrete per la qualità della vita mentale e fisica degli studenti. Deve, inoltre, facilitare i processi di crescita individuale e quelli di gruppo da un punto di vista relazionale, la libera espressione emotiva e l'attenzione ai processi psicologici da un punto di vista comunicativo. Questo modo di lavorare può contribuire a contrastare e prevenire le varie forme di disagio giovanile, le difficoltà adolescenziali e i comportamenti a rischio (Jeammet, 1995). Creare un clima di relazioni "sane" finalizzate alla crescita personale e interpersonale dei ragazzi è l'obiettivo principale di ogni comunità scolastica che ha come finalità il successo formativo di tutti gli alunni e il benessere di tutta la comunità. È importante per questo determinare un confronto positivo e aperto tra gli studenti e tra quest'ultimi e gli adulti, dove la comunicazione e la relazione siano basate sull'autenticità, il rispetto dell'altro, la responsabilità individuale e l'identificazione positiva. Bisogna riuscire a sviluppare nei ragazzi un senso di appartenenza al proprio istituto e al gruppo classe, favorire la collaborazione e la solidarietà, promuovere sentimenti di accettazione e di riconoscimento reciproco, educare all'autostima e alla valorizzazione personale, al lavoro di gruppo, offrire modelli positivi e stimolare abilità pro-sociali (Amenta, 1999). Riuscire a potenziare questi rapporti psicologici e sociali, può avere un'importante funzione preventiva e contenere o ridurre stati di disagio individuale, spesso legati a povertà relazionali, ambientali ed affettive. Il raggiungimento di questi obiettivi si ottiene attraverso l'utilizzazione di metodologie di intervento che si occupano dei processi comunicativi e psicologici nella relazione (Binetti e Bruni, 2003).


LO SPORTELLO ASCOLTO COME LUOGO DI PREVENZIONE E DI PROMOZIONE DEL BENESSERE

In questi ultimi anni è sempre più necessario che le scuole si dotino di professionisti che usano il counseling, figure sempre più presenti all'interno di strutture, enti o scuole che lavorano con gli adolescenti, attraverso un servizio definito generalmente "sportello d'ascolto": un luogo aperto, definibile di bassa soglia in quanto l'utente può accedere in maniera diretta durante l'orario di apertura, e in cui il consulente, come attività principale, accoglie e si mette disponibile all'ascolto di tutto ciò che l'adolescente sente il bisogno di portare. Affinché uno sportello d'ascolto possa svolgere un compito di aiuto, contenimento e sostegno nei confronti dei ragazzi è quindi indispensabile comprendere la natura di questa particolare fascia di utenza, sapere come entrare in un rapporto empatico con gli adolescenti, dando il giusto valore e la degna considerazione a tutte le esperienze che il giovane racconta, facendolo sentire compreso, riconosciuto e apprezzato (Geldard & Geldard, 2005).
I motivi che portano un adolescente a rivolgersi presso uno sportello d'ascolto possono essere diversi: non serve dare consigli su cosa fare, ma dare la possibilità al giovane di riconoscere l'origine del proprio disagio per poi trovare dentro di sé le risorse per superarlo, di assumersi le sue responsabilità, consapevole infine del fatto che le vere soluzioni ai problemi sono principalmente riposte in lui (Geldard & Geldard, 2009). Alcuni degli aspetti che è possibile incontrare e sviluppare durante l'esperienza dello Sportello Ascolto sono: la capacità di prendere decisioni, la capacità di risolvere i problemi, la gestione delle emozioni e dello stress, la comunicazione efficace, il pensiero creativo, l'autoconsapevolezza (Maggiolini, 2002).
In modo particolare il processo, inteso come attività attraverso incontri individuali e/o di gruppo, mira a sviluppare nei ragazzi un'adattabilità di strategie che permette loro di creare una serie personale di abilità per fronteggiare adeguatamente le diverse situazioni che la vita prospetterà. Ciò ad impedire soprattutto l'attuazione e lo sviluppo di condotte anti-salutari attraverso un percorso di consapevolezza delle proprie potenzialità.

BIBLIOGRAFIA

Amenta G. (1999), Il counseling in educazione, Ed. La Scuola, Brescia.
Baker S.B., Swisher J.D., Nadenicheck P.E. & Popowicz, C.L. (1984). Measured effects of primary prevention strategies. The Personnel and Guidance Journal, 62, 459-464.
Binetti P., Bruni R. (2003), Il counseling in una prospettiva multimodale, Ed. Magi, Roma
Carkhuff R. R., (1987), The art of helping VI^ ediction USA, Human Resource Development Press.
Di Fabio A. (1999), Counseling dalla teoria all'applicazione, Giunti, Firenze.
Galimberti U., (1992-99), Dizionario di Psicologia, Garzanti, Milano.
Geldard K., Geldard D. (2009), Il counseling agli adolescenti. Strategie e abilità, Ed. Erickson, Trento.
Geldard K., Geldard D. (2005), Parlami, ti ascolto: le abilità di counseling nella vita quotidiana, Erikson, Trento
Lowen A. (2009), La voce del corpo. Il ruolo del corpo in psicoterapia, Ed. Astrolabio, Roma.
Jeammet P. (1995), L'adolescente tra mondo interno e mondo esterno, in Seminario del 21/01 per Area G, presso Fondazione Stelline, Milano.
Maggiolini A. (2002), Counseling a scuola, Ed. Franco Angeli, Milano
Myrick R.D. (1987). Developmental guidance and counseling: a practical approach, Minneapolis, MN Educational. Media Corporation.
Rogers C. (1942), Counseling and Psychoterapy, Houghton, Mifflin Company.
Verduyn C.M., Lord, W., & Forrest, G.C. (1990). Social skills training in schools: an evaluation study, Journal of Adolescence, 13, 3-16.