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Gli articoli suddivisi per tematiche delle nostre attività

di Ludovico di Giovine (Giugno 2017)

Estate 2016, spiaggia di Isola Varano (Gargano), un giovane amico, R. L.,mi segnala il dossier “Educazione libertaria” [1] a cura di Francesco Codello [2] pubblicato su “A-rivista anarchica” cui è da tempo abbonato . . . E’ nata così la curiosità per un complesso di esperienze educative poco note e che, seppur minoritarie, rappresentano, comunque, un ambito di ricerca molto interessante e significativo.

Cerchio di condivisione è una struttura di cooperative learning che ha moltissimi ambiti di utilizzo: ogni volta che il quesito posto dall'insegnante non richieda una risposta univoca ma piuttosto l'uso di pensiero divergente, con prospettive multiple.

Può essere usata in tutte le fasi di una lezione:

  • all'inizio per inventariare conoscenze pregresse;
  • in itinere per trovare soluzioni “divergenti” o raccogliere punti di vista, ....
  • in chiusura per porre domande di revisione.

Riportiamo in questo articolo le sei fasi della tecnica del Group Investigation (Sharan, Sharan, 1998, pp. 97-121).

Fase 1: La classe stabilisce i sotto-argomenti e si organizza in gruppi di ricerca Questa prima fase presuppone una sorta di "fase previa" in cui l'insegnante suscita l'interesse dell'intera classe per un argomento generale di ampia portata. Gli studenti vengono invitati a porre delle domande sull'argomento proposto dall'insegnate.

di Marialuisa Damini (Aprile 2017)

Ultimamente si sente molto spesso parlare di Flipped Classroom e sicuramente esistono siti e blog particolarmente interessanti anche in italiano (vedi sitografia), che contengono definizioni ed esemplificazioni per “capovolgere” (to flip significa proprio questo) la propria modalità di insegnamento. Ma partiamo dagli inizi e cerchiamo di capire che cos’è e come è nata la Flipped Classroom.

di Isabella Pescarmona (Febbraio 2017)

“I nuovi iscritti [...] costituiscono un grandissimo problema, che si fa sempre più preoccupante di mano in mano che il loro numero va crescendo. Queste variazioni degli iscritti, che si ripetono abbastanza di frequente nella mia classe, non fanno altro che aggiungere nuovo scompiglio a quello già notevole esistente”1.

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