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Parte il mese prossimo a Recco il corso "L'insegnamento delle abilità sociali per la competenza e la cittadinanza attiva".

Per chi vive o lavora in zona ed è interessato a  promuovere in classe l'uso di abilità sociali utili al lavoro di gruppo e alla convivenza civile, è una occasione di approfondire teoria e, soprattutto, pratica per riflettere assieme ad altri colleghi e colleghe su come osservare, riconoscere ed educare le competenze sociali in classe favorendo lo sviluppo della cittadinanza attiva.

di Giovanna Malusà, Phd, psicologa, formatrice e docente

Assumere prospettive differenti è un atteggiamento che si può allenare facilmente utilizzando nelle fiabe giochi di ruolo. Certo, perché le fiabe ci permettono più facilmente di abbandonare il nostro punto di vista per abitare temporaneamente quello dell’altro, attraverso un linguaggio giocoso che parla al cuore.

Scopo: allenarsi a mettersi da un altro punto di vista riconoscendo le ragioni dell’altro.

di Giovanna Malusà, Phd, psicologa, formatrice e docente

Uno dei più urgenti problemi della nostra società complessa è imparare a vivere insieme e considerare la differenza come una opportunità di crescita per ciascuno.

Le competenze sociali, che da anni occupano il dibattito pedagogico, sono diventate sempre più attuali in un’ottica di inclusione e di educazione alla tolleranza, ed in particolar modo in questi tempi densi di problematiche e di violenza, tali da che richiamare l’Educazione al suo compito essenziale di facilitare un’armoniosa convivenza tra i popoli (EU, 2015).

Di Daniela Pavan (Gennaio 2016)

In questa attività che si è svolta un'ora alla settimana la classe ha avuto modo di: 1- realizzare attività di ripresa delle relazioni reciproche dopo le vacanze estive in lavoro di piccolo gruppo e in assemblea (ad inizio anno scolastico), 2- definire una Costituzione di classe (che qui descriveremo) in cui tutti i componenti - prima individualmente, poi a coppie, poi a quartetti, infine in assemblea - decidevano le regole di comportamento per una convivenza civile, trasformavano le norme espresse con un divieto in comportamenti sostitutivi consentiti ed individuavano sanzioni corrispondenti per gli inadempienti,

Le presentazioni sono un modo eccellente per condividere informazioni, idee o progetti: quando gli studenti devono fare la presentazione del gruppo questa struttura ha numerosi vantaggi rispetto alla modalità tradizionale in quanto garantisce simultaneità, equità di partecipazione, partecipazione attiva. L'esercizio viene svolto come  insieme di individui o come insieme di piccoli gruppi cooperativi.

di Fabrizio Santini (Dicembre 2014)

Come abbiamo potuto sottolineare in precedenti contributi di questa Newsletter (si vedano i contributi di agosto 2013 e marzo 2014), l'Apprendimento Cooperativo si sta sempre più rivelando come un approccio la cui utilità non si mostra esclusivamente nella didattica scolastica. E' innegabile l'efficacia dell'apprendimento cooperativo nella gestione di gruppi complessi e nel supporto che può dare alla loro crescita in termini di empowerment, consapevolezza, motivazione, efficacia, coesione e solidarietà (Wilkins, 2011). Un ambito nel quale si stanno svolgendo delle interessanti proposte è quello della formazione degli adulti in professioni mediche, che esercitano all'interno delle strutture ospedaliere pubbliche, private o convenzionate e che sempre più spesso si trovano a dover lavorare in team senza aver sviluppato le adeguate competenze per farlo in modo efficace. In particolare questo breve contributo illustrerà l'esperienza formativa, che si è svolta nel corso del 2014, presso l'ospedale Forlanini di Roma.

Questo esercizio, ideato da Mario Comoglio, è utile per far sperimentare al gruppo l'interdipendenza positiva. Si può trovare nel testo: COMOGLIO M., Educare insegnando. Apprendere ad applicare il Cooperative Learning. Ed. Las, Roma, 1998.

L'esercizio consiste nell'assegnare a ciascun gruppo un compito che può essere portato a termine solo se svolto attraverso la collaborazione di tutti i membri.

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