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di Francesco Fabiano (Agosto 2015)

Ogni anno puntualmente nei mesi di gennaio – febbraio e di maggio – giugno soffro di dolori alla spalla, di torcicollo o di fortissimi dolori al polso della mano con cui scrivo. Faccio l'insegnante e dopo aver cambiato un sacco di fisioterapisti, osteopati, esperti in massaggio ayurvedico, maestri di Shiatsu quest'anno (in periodo di rivendicazioni per quello che ancora era un progetto di legge definito della Buona Scuola) ho incrociato un massaggiatore che simpaticamente ha definito il mio periodico torcicollo "Blocco degli scrutini". Ho riso pensando ad una battuta, invece lui ha obiettato dicendo che non scherzava: la stagione maggio – giugno era quella in cui lui aveva tra la maggioranza dei suoi pazienti degli insegnanti che accusavano tutti, sintomi simili ai miei. Esattamente nei punti del collo che io indicavo come doloranti.

Mi ha colpito questa osservazione ed è per questo che in periodo estivo dedichiamo al metodo Feldenkrais questo approfondimento al quale già in altre occasioni ci siamo dedicati (nov. 2013 – feb. 2014). Con la speranza e il desiderio che iniziando in periodo di ferie continueremo poi a prenderci cura costantemente del nostro corpo, lentamente ma stabilmente.(D. Pavan)

Tutti i movimenti che compiamo si basano sulla capacità di percepire e riconoscere la posizione nello spazio dei nostri arti e del nostro corpo anche senza l'ausilio della vista. Questa capacità di propriocezione gioca quindi un'importanza fondamentale nei meccanismi di controllo del movimento. Quando la capacità di percepirsi è limitata o compromessa da malattie di tipo neurologico, da traumi o dall'assunzione di droghe, attività relativamente complesse e che diamo per scontato come il semplice camminare, diventano incredibilmente difficili da eseguire. La propriocezione è fondamentale anche per avere un senso soddisfacente di "abitare il proprio corpo" e per come sentiamo e gestiamo il dolore.

di Claudia Matini (Agosto 2014)

Potrebbe essere un esercizio utile da fare sotto l'ombrellone o nei momenti di pausa, quello di immaginare gli ultimi 6-8 mesi di vita ed analizzare in modo schematico i principali eventi, esterni ed interni, che l'hanno caratterizzato.

Obiettivo: fare in modo che le sfide da raccogliere siano sostenibili, per aumentare le possibilità di crescere e non "deteriorarsi".

di Claudia Matini (Agosto 2014)

Non so se capita anche a voi... Con una vita densa di impegni professionali, di scadenze quotidiane, di interessi personali mai sufficientemente coltivati, arriva d'estate il senso di stanchezza, fisica e psicologica, il desiderio di staccare la spina, di allontanarsi da tutto e tutti (a volte anche da me..), per recuperare le energie perdute, per riposare e concentrarmi su quello che è davvero importante.

anziani3di Francesco Fabiano - Insegnante Metodo Feldenkrais, socio AIIMF (Febbraio 2014)

Dopo un'introduzione teorica all'apprendimento corporeo, sviluppata nel precedente articolo, questo contributo è mirato ad approfondire gli aspetti collegati all'apprendimento organico, a fornire una descrizione di una lezione di gruppo del Metodo Feldenkrais, nonchè a sollecitare alcune riflessioni sul ruolo di questo tipo di apprendimento nella pratica scolastica.

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