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di Maria Luisa Damini (Aprile 2016)

 Più volte, in questi anni, si è visto come il  cooperative learning sia un metodo di  insegnamento/apprendimento complesso          contraddistinto dalla centralità del soggetto che  apprende e costruisce in modo via via più autonomo le proprie conoscenze. Molto spesso, tuttavia, lavorare con modalità nuove rispetto alla lezione frontale o al cooperative informale non è semplice e uno dei primi ostacoli che gli insegnanti rilevano è proprio quello della valutazione1. Pare evidente, infatti, che sia fondamentale una rimessa in discussione delle forme di valutazione tradizionali, tenuto conto che il momento valutativo continua ad essere sentito come fondamentale da tutti gli studenti.

Per quel che riguarda i fondamenti del metodo, il riferimento principale sono: 1.P. Atzei (a cura di), La gestione dei gruppi nel terzo settore. Guida al Cooperative Learning, Carocci Faber 2003 2.G. Boda, Life Skill e peer education, La Nuova Italia 2001 3.E. CohenY. Organizzare i gruppi cooperativi. Erickson Trento 1999 4.M. Comoglio e M.A. Cardoso Insegnare e apprendere in gruppo. Il Cooperative Learning. LAS Roma 1996

Tra le tecniche sviluppate nello Student Team Learning ci sono: Jigsaw II e III, STAD E TGT, TAI e CIRC. Un elemento assolutamente originale nell’insieme di strutture di apprendimento di varia complessità progettate da Slavin e collaboratori è il sistema di valutazione, assai preciso, che premia il miglioramento individuale rispetto alle prove precedenti e offre a tutti l’opportunità di riuscire e di contribuire al successo del gruppo, senza essere valutati in base ad un criterio unico prestabilito dall’insegnante e valido per tutti.

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