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UN “MOSAICO” PER L’INTEGRAZIONE

Integrare gli studenti di culture altre è possibile, rispettando e potenziando le risorse di appartenenza.

Di seguito la descrizione del Progetto Mosaico – per l’accoglienza, l’integrazione e l’educazione alla mondialità’.

Il progetto nasce come risposta ai numerosi inserimenti selvaggi di alunni extracomunitari all’interno delle classi di un istituto comprensivo del Veneto dove la percentuale di minori e famiglie straniere era aumentata del 12% negli ultimi due anni (2004-2006). L’idea di fondo, sviluppata da Daniela Pavan, consiste nel dare una risposta complessa ad un problema complesso che richiede di attivarsi su più piani d’intervento utilizzando come base comune la flessibilità organizzativa permessa ad una scuola organizzata in Cooperative Learning.

Si parte dal riconoscere e voler intervenire sui disagi psicologici e sociali del bambino / ragazzo straniero e sulle difficoltà di adattamento linguistico, cercando di ridurre i tempi di intervento per apprendere la lingua italiana come L2. Si ritiene utile avere una classe cuscinetto pronta per l’inserimento di nuovi alunni in corso d’anno scolastico, ma che questo non sia sufficiente se non:

1. si avviano iniziative per ridurre il pregiudizio dei bambini / ragazzi italiani e delle loro famiglie, dovuto alla non conoscenza dei bambini immigrati e del fenomeno immigrazione;

2. si coordinano gli interventi effettuati dalle diverse agenzie educative (scuola, comune, associazioni, ecc.) per aumentare le potenzialità educative;

3. si stimolano gli Enti competenti (U.L.S.S.) alla presa in carico dei nuovi arrivi;

4. si favorisce l’attuazione di iniziative di conoscenza, relazione, scambio culturale, festa tra popolazione autoctona e stranieri al fine di garantire il rispetto delle rispettive culture di appartenenza nella diversità.

Detto ciò si capisce come la risposta si collochi su quattro livelli: 1. quello educativo – didattico ai minori, 2. quello dei servizi per gli insegnanti coinvolti, 3. quello dei servizi scolastici alla famiglia ed infine 4. quello dei servizi al territorio.

Attività educativo – didattiche 1. Attività di accoglienza (in classe) 2. Laboratori in Tutoring: educazione linguistica bilingue (fuori dalla classe con tutor) * 3. Laboratorio Manù: educazione alla comunicazione attraverso la manualità (fuori dalla classe da soli) 4. Laboratorio Arcobaleno: dal pregiudizio all’intercultura (in classe) * 5. Recupero pomeridiano (a cura dell’Amministrazione) 6. Conferenze di esperti di altre lingue * 7. Rappresentazioni artistiche con artisti stranieri * 8. Eventi sportivi con sportivi stranieri

Servizi per gli insegnanti coinvolti 1. Assistenza progettazione insegnanti * 2. Corsi di aggiornamento insegnanti

Servizi della scuola alla famiglia 1. Traduzioni in lingua della scheda 2. Produzione di materiale informativo su: organizzazione del sistema scolastico, calendario, discipline scolastiche, relazioni scuola-famiglia, norme igieniche, servizi della scuola 3. Feste interculturali 4. Iniziative di conoscenza della famiglia

Servizi al territorio 1. Conferenze di esperti di altre lingue 2. Rappresentazioni artistiche e culturali

A titolo esemplificativo si descrive di seguito cosa si intende per Laboratori in Tutoring e per Laboratorio Arcobaleno. Tutoring: educazione linguistica bilingue (fuori dalla classe con tutor) Il laboratorio prevede di utilizzare la metodologia del Cooperative Learning formando delle ‘classi’ che si incontrano per 4 ore alla settimana. Tali ‘classi’ saranno composte rigorosamente dall’alunno di lingua straniera e da un compagno di classe con la funzione di tutor. Tale tutor ha il compito di assistere ed aiutare il compagno durante l’apprendimento della lingua italiana fuori dalla classe tradizionale ma anche di prendersi carico di eventuali difficoltà linguistiche, incomprensioni o errori durante il lavoro in classe settimanale. Il ruolo del tutor è quindi quello di coetaneo garante del coinvolgimento continuo del compagno straniero. Il tutor cambia ogni settimana o ogni 15 giorni in modo che: tutti gli alunni, sia quelli dotati che quelli insicuri, sperimentino la responsabilità di insegnare ad un compagno, gli studenti non ‘perdano ore’ di lezione curricolare, l’alunno immigrato possa aver occasione di stringere amicizie con più di un compagno, la classe senta che l’apprendimento della lingua italiana è una scommessa che essa affronta come squadra e non come singoli individui in competizione tra loro. Arcobaleno: dal pregiudizio all’intercultura (in classe)

Le sezioni che aderiscono al progetto Tutoring possono anche effettuare un percorso di Educazione Interculturale volto al superamento dei pregiudizi, svolto durante le ore curricolari con l’intera classe in compresenza tra l’insegnante Mosaico ed un insegnante del Consiglio. Tale laboratorio ha lo scopo di affrontare direttamente l’insegnamento di competenze sociali utili alla soluzione dei conflitti e alla comprensione della diversità attraverso simulate, giochi di ruolo, studio di materiali letterari, utilizzo di tecniche quali la Controversia e ha la durata di almeno 12 ore di cui 4 in compresenza. Il problema dell’integrazione culturale si sviluppa, perciò, non solo attorno ai minori oggetto – soggetto di apprendimento, poiché non è solo da essi che dipende l’esito degli sforzi di studio. Si coinvolgono e si sostengono tutti quegli adulti significativi che ‘sopporteranno-supporteranno il peso dell’innovazione: insegnanti, genitori, territorio ed in questa maniera si gettano i semi di una vera e propria comunità di apprendimento.

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