Errori frequenti nel cooperative learning

Errori frequenti nel cooperative learningRecentemente, nell’ambito di un corso online di cooperative learning base con un gruppo molto nutrito di insegnanti, è stata condivisa un’esperienza negativa di sperimentazione dell’apprendimento cooperativo.

Alcuni insegnanti avevano svolto un’attività cooperativa prendendo spunto dalle tecniche disponibili nella sezione Risorse gratuite del nostro sito con risultati sfavorevoli:

  • i tempi si sono dilatati a dismisura
  • avevano difficoltà nella valutazione finale
  • la gestione dell’esperienza con gli studenti è stata molto più difficile delle attese.

Questi esiti sono abbastanza frequenti e vanno compresi per non correre il rischio di scartare del tutto questa metodologia innovativa.

Riflessione sugli errori di applicazione del cooperative learning

Invece di dare soluzioni pronte, ho proposto alcune domande per favorire una riflessione metacognitiva sull’accaduto. Infatti, il modo migliore per imparare ad usare il cooperative learning (e non solo) è 

  • sperimentare sulla base della teoria proposta dagli autori;
  • osservare ciò che succede mentre si sta svolgendo l’attività;
  • riflettere sui dati raccolti e fare ipotesi di miglioramento.

Uno dei capisaldi che guidano il nostro modello formativo per l’aggiornamento insegnanti è offrire uno spazio di riflessione sull’esperienza e ogni occasione è preziosa per favorire lo sviluppo di competenze di pensiero critico e di analisi della realtà che superi la dicotomia ipersemplificata “successo-fallimento”. Ogni esperienza ha un senso, a volte il risultato delude. Capire perché e cosa non ha funzionato è un obiettivo di crescita da ricordare.

Di seguito alcuni spunti su cui ho guidato la riflessione di tutto il gruppo insegnanti del corso.

Era la prima esperienza di cooperative learning per la classe?

Se la classe (e l’insegnante) non sono abituati a lavorare in piccoli gruppi per attività di apprendimento, il rischio di trovare intoppi è altissimo. Molto frequentemente gli studenti non possiedono le abilità sociali indispensabili per collaborare, oppure l’insegnante non coglie segnali relazionali legati alle dinamiche di gruppo.

Quando si inizia ad usare il cooperative learning si agisce modificando profondamente il contesto di apprendimento, chiedendo agli studenti di agire in modi nuovi e complessi, che richiedono tempo ed esercizio per arrivare ad essere svolti efficacemente.

Per questo la scelta della tecnica cooperativa da cui iniziare è particolarmente delicata. Farlo richiede di 

  • analizzare le caratteristiche della classe; 
  • verificare le sue precedenti esperienze di lavoro di gruppo. 

Un suggerimento che viene sempre dato ai nostri corsi è di iniziare con tecniche cooperative di coppia, come il Mix, freeze, pair, o con tecniche che richiedono tempi ragionevolmente brevi di svolgimento, come l’Intervista di gruppo.

Però c’è un’altra area da presidiare per selezionare correttamente le tecniche da applicare.

A cosa serve l’attività di cooperative learning? Quali sono gli obiettivi?

Quando si scelgono le tecniche di apprendimento occorre partire dai risultati che vogliamo fare ottenere agli studenti. A volte gli obiettivi risultano troppo generici e altrettanto imprecisa diventa la scelta della tecnica cooperativa. 

Ad esempio, se vogliamo che gli studenti imparino ad ascoltare con maggiore attenzione le spiegazioni, allora sceglieremo tecniche cooperative che favoriscano l’esperienza dell’ascolto, come il Prendere appunti in coppia, dei Johnson,in cui gli studenti hanno il compito di prendere nota mentre la spiegazione procede e poi di confrontare quanto scritto in coppia in modo da integrare le note e cominciare fin da subito a memorizzare quanto detto dall’insegnante.

Se poi, di tanto in tanto, la spiegazione del docente si interrompe e vengono aggiunte domande di riflessione, di rielaborazione, di applicazione dei concetti che sono stati spiegati, allora si può usare, ad esempio, Pensa, Coppia, Condividi di Spencer Kagan. Una tecnica semplice che usa le coppie per favorire la riflessione e lo scambio di informazioni tra gli studenti.

Ci sono tecniche per tutti gli obiettivi. Quante ne conosci?

Nel nostro videocorso “I segreti del cooperative learning” un’intera sezione è dedicata a descrivere tecniche da usare.

Errori frequenti nel cooperative learning

Quali e quante tecniche cooperative sono state usate?

Le tecniche cooperative sono centinaia, usano il lavoro di coppia o gruppi più numerosi. La scelta della tecnica da usare dipende da molte variabili, a partire dagli obiettivi. 

Scegliere la tecnica adatta rende più semplice l’esperienza degli studenti, come anche la gestione della classe da parte dell’insegnante. 

Nel caso degli insegnanti del corso, avevano scelto di svolgere una lezione di 4 ore, traendo ispirazione dalla lettura di alcune tecniche presenti sul nostro sito, mischiandone due, già di loro molto complesse, di fatto costruendo l’attività in modo creativo. 

Un compito molto ambizioso per una classe che non aveva mai fatto esperienza di lavoro di gruppo…e insegnanti che non avevano mai provato a fare cooperative learning!

Noi di Scintille.it siamo sempre a favore della sperimentazione attiva, tuttavia suggeriamo di iniziare gradualmente, una tecnica per volta, da applicare in modo preciso rispettando le indicazioni degli autori.

Con la pratica arriva anche il tempo della creatività!

Come sono stati fatti i gruppi di apprendimento?

La scelta di come formare i piccoli gruppi di lavoro è fondamentale per aumentare le probabilità di successo dell’attività cooperativa. Nel caso dell’esperienza raccontata, gli insegnanti avevano lasciato che gli studenti scegliessero con chi stare, anche per velocizzare il lavoro di progettazione. Desiderare di dedicare un tempo minimo alla preparazione dell’attività è lecito… ma a volte capita che il tempo risparmiato prima si perde successivamente!

La prima attenzione da avere è quella di garantire l’eterogeneità del gruppo, la sua diversità interna. Questa è il motore della crescita di tutti i componenti del gruppo, se seguita da un’accurata progettazione dell’attività.

Come garantire l’eterogeneità e, nello stesso tempo, consentire a tutti di fare del loro meglio?

Nel cooperative learning ci sono molti suggerimenti per formare i gruppi, che possono essere:

  • casuali: attraverso alcune tattiche l’insegnante fa in modo di mischiare gli studenti tra loro e favorire la creazione di piccoli gruppi eterogenei
  • decisi dall’insegnante in base a diversi criteri. Quali criteri? La competenza disciplinare, la competenza trasversale, il genere, la qualità delle relazioni.

Molto a cui pensare in effetti per una prima attività cooperativa.

Come per la scelta della tecnica da usare, anche decidere con quale criterio creare i gruppi dipende dagli obiettivi scolastici e sociali, dalle caratteristiche della classe, dal tempo a disposizione.

Il tempo dedicato a questo aspetto verrà recuperato nell’attuazione dell’attività cooperativa, aumentando le probabilità che gli studenti riescano a lavorare assieme senza troppe difficoltà.


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’Apprendimento Cooperativo consiste in un insieme di pratiche educative che mettono a frutto la partecipazione attiva degli alunni.
Gli allievi svolgono compiti e raggiungono i risultati, lavorando assieme in modo cooperativo. I gruppi strutturati per la cooperazione condividono uno scopo comune e si distribuiscono la responsabilità per completare il compito.
I compiti sono costruiti in modo da non permettere che soltanto alcuni allievi dominino il gruppo o facciano tutto il lavoro.

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