… E anche quest’anno l’estate è alle porte!
Come l’anno scorso (forse), arriva in alcune regioni d’Italia piovosa e capricciosa e altrove carica di sole e dei profumi dell’estate, ma poco male … presto è il momento di salutarsi!
L’albero della gratitudine
Come dire “arrivederci” alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi, alle nostre bambine e ai nostri bambini?
Proponiamo un’attività di grande impatto visivo: il “The thank you tree”, altrimenti chiamato “Albero della gratitudine”. Costruiamo con il cartoncino un albero di grandezza adeguata (più o meno 50-70 cm). E’ importante che sia d’impatto, perciò non lesiniamo sui cartoncini colorati. Regaliamogli un bel tronco marrone e magari qualche animaletto che vive tra i suoi rami e persino un bel praticello di erba verde in cui possiamo immaginare di affondare i piedi nelle calde giornate estive. Anche il sole giallo e qualche nuvoletta azzurra o bianca non sono da trascurare.
Un albero, dunque, che non ha ancora la chioma perché la chioma, fatta di tante tantissime foglie multicolori (giallo, verde, arancione…), sarà costruita dalla classe. Ogni studente avrà a disposizione un congruo numero di foglie nelle quali esprimerà la propria gratitudine per qualcuno o per qualcosa che l’ha nutrito o nutrita nel corso dei nove lunghi mesi trascorsi insieme.

All’inizio – soprattutto se i ragazzi sono un po’ più grandi (molto spesso i piccoli sono più abituati a guardarsi intorno e a vedere bellezza) – potrà esserci un po’ di imbarazzo e di risatine sommesse, ma noi con grande aplomb, attaccheremo con la gommina appiccicosa le foglie che mano arriveranno – e certamente le nostre -, invitando a popolare il più possibile il nostro albero.
Diamo tempo: ringraziare, come tutte le cose preziose, non è un’attività immediata e necessita uno spazio di cuore che, forse, nella frenesia delle giornate invernali, non è stato considerato. Osserviamo via via con gli studenti la magia della gratitudine e alla fine respiriamo: possiamo leggere insieme qualche foglia, fotografarlo, imprimere bene l’immagine nel cuore.
Alla fine possiamo donare agli studenti tre foglioline prese a caso. Non sarà il “loro” grazie, forse, ma non importa: la parola “comunità” deriva dal latino e significa mettere insieme il munus, che è dono e responsabilità.
L’amico segreto
Una seconda attività , bella da proporre per l’ultima settimana di scuola, si intitola L’amico segreto.
Si tratta di dire agli studenti che negli ultimi giorni di scuola a ciascuno studente viene affidato un amico segreto per una settimana.
Le regole del gioco durante la settimana consistono in:
- non rivelare con le parole di essere l’amico segreto dell’altro;
- avere cura dell’altro
- fare con le azioni, i gesti, gli sguardi tutto ciò che potrebbe far intendere “amicizia” all’altro
- passare del tempo in ricreazione, senza però che l’azione sia plateale
- stare costantemente nell’atteggiamento “come se…” ovvero “vivere come se fossimo veramente amici di quella persona”;
- sfruttare la possibilità di passare del tempo assieme anche fuori della scuola
Al termine della settimana ciascuno, su un bigliettino che porta il proprio nome, scrive il nome di chi si crede sia stato il proprio amico segreto e su un altro scrivono un bigliettino di saluto e se lo desiderano di ringraziamento e di augurio.
I bigliettini vengono letti dall’insegnante e le identità delle coppie rivelate.
Si celebra con un momento in cui si dice cosa si è imparato di nuovo sulle persone che ci sono state affidate.
Se ai ragazzi piace, si può continuare per un’altra settimana all’inizio dell’anno scolastico successivo. E’ un gioco bello da svolgersi in prossimità delle vacanze, per superare con gli apprezzamenti i conflitti basati su pregiudizi reciproci.
Non è forse quello che abbiamo invitato ogni giorno a fare con costanza e passione talvolta piena di vita e talvolta, ammettiamolo, un po’ traballante?
Crediamo di sì … ed è dopo tutta questa gratitudine per il nostro meraviglioso lavoro che meritiamo un po’ di riposo (e di piedi affondati nel prato e forse anche tra le onde del mare).
Perciò, buone vacanze!
CORSO CONSIGLIATO
SOS EDUCATIVO – Consulenza pedagogica individuale
Ci sono momenti in cui diventa un toccasana potersi confrontare con un altro professionista per risolvere alcuni nodi della classe, per affrontare alcuni comportamenti problematici degli alunni, per progettare creativamente percorsi didattici più attenti al coinvolgimento e alla motivazione degli alunni.
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