Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Le emozioni nell’apprendimento dell’italiano come seconda lingua

ApprendimentoQuesto è il resoconto e la condivisione di domande feconde che si sono trasformate in una intuizione.
Quali emozioni attraversano la mente di chi apprende l’italiano come L2 o come seconda lingua?
Quali volizioni porteranno lo studente ad impegnarsi e ad assumere la sfida dell’apprendimento e del pensiero in una lingua diversa dalla lingua madre?
La complementarietà tra emozioni e motivazione mette in luce prima di tutto che l’individuo ha bisogni multipli che non possono esaurirsi soltanto considerando la dimensione più formale della lingua.
Questa l’idea di fondo alla base di una esperienza che un paio di formatrici di Scintille.it hanno fatto a Beirut nel mese di giugno presso l’Istituto di Cultura Italiana in Libano affiliato all’Università Libanese.
Incontrare 40 tra docenti universitari, insegnanti di scuola secondaria, dottorandi e studenti meritevoli di Lingua e Letteratura Italiana in Libano è stato entusiasmante.
Ma il motivo per cui ne voglio parlare non è autoreferenziale.
Accorgersi del portato emotivo dei nostri studenti L2 o NAI diventa una necessità per la gestione delle classi in cui ci siano ragazzi non autoctoni, anche per la quotidianità delle nostre classi. Non è solo argomento per Istituti di Cultura Italiana all’Estero ma è accorgersi del mondo in classe. 

Bisogni emotivi e l’apprendimento linguistico

Insegnare una lingua, italiano ad esempio, non è solo insegnare un vocabolario, ma insegnare a comunicare in quella lingua. L’elemento di senso dell’apprendimento di una lingua consiste nell’avere strade, accessi all’espressione di sé e perciò alla realizzazione di sé. Se posso comunicare in una L2, posso dire chi sono al mondo.
Allora, un percorso monodirezionale, trasmissivo e incentrato sulla competenza d’uso della grammatica, senza che vi sia stata una scoperta graduale dei meccanismi di funzionamento della lingua, porta lo studente alla noia e al dis-piacere di trovarsi in quel contesto a studiare l’italiano.
La ricerca sulla dimensione emotiva ha messo al centro dei propri studi le emozioni dello studente e dell’insegnante itaLS.
In una visione umanistica, che considera lo studente come persona, assume rilevanza l’approccio metodologico scelto dal docente nel promuovere lo sviluppo dell’allievo attraverso materiali, strumenti e condizioni che devono risultare adeguati sotto il profilo linguistico e motivazionale.
In un simile scenario didattico la priorità è assegnata ai bisogni dello studente che è messo al centro del processo di educazione linguistica.
Ne derivano delle condizioni di apprendimento positivo, che favoriscono lo sviluppo della dimensione affettiva fondata anche sulla relazionalità e sulla reciprocità fra i principali attori del percorso. Dunque la ricerca sulla dimensione emotiva a livello teorico si è tradotta nello sviluppo di una metodologia glottodidattica e operativa che soddisfa sia i bisogni pragmatici, sia i bisogni di natura emotiva e affettiva degli studenti.

Apprendimento Socio-emotivo veicolo del comunicare per forma e sostanza 

In questa prospettiva appare più significativo il lavoro attorno ad una motivazione fondata sulle emozioni e non più sulla mera razionalità del contenuto.
Quale ruolo hanno le emozioni che lo studente sviluppa, sente e vive entro uno specifico contesto di apprendimento?
Quali motivazioni giocano un ruolo funzionale all’acquisizione della lingua?
Con quali strategie si può incrementare la motivazione all’apprendimento linguistico?
Assieme ai 40 docenti e studenti libanesi abbiamo esplorato un modello, quello dell’Apprendimento Socio-emotivo, che può essere estremamente utile ai nostri contesti.
Lo abbiamo indagato in 5 passi, propri del modello SEL di Social Emotional Learning ovvero di Apprendimento Socio-emotivo.


grafico
Autoconsapevolezza personale ed emotiva

L’Autoconsapevolezza personale ed emotiva è la capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni, pensieri e valori, e di comprendere come essi influenzino il comportamento. Dal punto di vista del modello SEL (Social and Emotional Learning), l’autoconsapevolezza è una delle cinque competenze fondamentali ed è essenziale per il benessere emotivo e il successo interpersonale.
Questa competenza permette il  riconoscimento delle proprie emozioni cioè quella capacità di dar loro un nome e differenziarle, ma anche comporta la consapevolezza di come le emozioni possano influenzare il comportamento e le decisioni proprie e altrui.
Assieme a ciò l’Autoconsapevolezza significa essere capaci di una valutazione accurata dei propri punti forza e debolezze, riconoscendo anche aree di crescita personale.
A completare il quadro di questa capacità vi è l’attitudine ad identificare e comprendere i propri valori e credenze personali, riconoscendo come questi guidano le proprie azioni e decisioni.
Infine l’ultimo elemento che afferisce a questo primo spicchio è il senso di autoefficacia cioè quella fiducia nelle proprie capacità di affrontare e gestire le sfide, che è cruciale per sviluppare resilienza e una mentalità positiva soprattutto quando si apprende una lingua diversa dalla lingua madre.
Fare esercizi per accrescere negli studenti questa prima dimensione permetterà di sviluppare strategie efficaci per la gestione dello stress, la risoluzione dei conflitti e la costruzione di relazioni positive.

Autoregolazione delle emozioni

Gestire lo stress, utilizzando strategie per ridurre la tensione emotiva e mantenere la calma, controllare gli impulsi, pensando prima di agire, mantenere la concentrazione per raggiungere obiettivi a breve e lungo termine, nonostante le difficoltà e le distrazioni, modulare le proprie emozioni, risolvere problemi con un approccio calmo e razionale sono gli elementi che compongono questa seconda tappa del modello SEL (Social Emotional Learning).
Di fatto questo è un elemento fondamentale per studenti ItalS perché, frequentemente, esprimersi in una lingua non naturale provoca la frustrazione del non riuscire a comunicare ciò che si ha dentro nei tempi desiderati o nella maniera sperata.
Per gli insegnanti lavorare sull’autoregolazione delle emozioni  permette anche di essere empatici nei confronti dei propri studenti, di far sentire loro che si sono messi nei loro panni e di dimostrare come venga tenuto in considerazione il gap espressivo e le forti emozioni di frustrazione che provoca.

Empatia e consapevolezza sociale

Il terzo elemento del  Social Emotional  Learning è l’empatia unita alla conseguente consapevolezza sociale.
Per lo psicologo Martin Hoffman l’empatia si compone di tre fattori: affettivo, cognitivo e motivazionale, e si manifesta fin dai primi giorni di vita come pura affettività, cui si affianca la componente cognitiva con la crescita della persona.
Essa è la capacità di comprendere ciò che gli altri provano e permette di comprendere il significato globale di messaggi verbali anche se non si è compreso puntualmente il significato analitico del messaggio stesso. Ciò è possibile perché mettersi nei panni degli altri è possibile se si fa riferimento ai molti indicatori non verbali utili a sviluppare la comprensione umana.
Lavorare su questo livello permette agli insegnanti di mettersi nei panni dei propri alunni e agli studenti di preparare il terreno per costruire relazioni autentiche.

Abilità relazionali

E’ infatti attraverso le abilità relazionali ovvero la capacità di instaurare e mantenere relazioni sane e gratificanti con gli altri che la persona studente riesce a comunicare con gli altri e a costruire relazioni basate sulla fiducia e il rispetto reciproco. Per fare questo giochi, attività e role play porteranno la classe ad apprendere la comunicazione efficace, la cooperazione, la gestione dei conflitti.
E’ evidente inoltre come questa sezione del modello permetta l’esercizio e la sperimentazione di interazioni e scambi linguistici significativi perché rappresentano momenti di vita reale.

Presa di decisioni responsabili

La Presa di decisioni responsabili è il quinto elemento preso in considerazione dal modello del Social Emotional Learning per sviluppare Competenze sociali e di cittadinanza.
Nella vita quotidiana si prendono continuamente decisioni: in alcuni casi queste sono automatiche, mentre in altri casi prendere una decisione può essere un processo più lungo, impegnativo e complesso; per questo motivo il decision making caratterizza alcuni dei più importanti eventi della vita.
Tale modello permette agli studenti di apprendere insieme in gruppo strategie e tecniche per arrivare ad una decisione individuale o di gruppo ed è perciò essenziale per la vita.
Perciò possiamo condividere con J. Dewey che “quando natura e società vivranno nell’aula scolastica, quando le forme e gli strumenti didattici saranno subordinati alla sostanza dell’esperienza, allora sarà possibile operare questa identificazione, e la cultura diventerà la parola d’ordine della democrazia.”

Citazioni

Maugeri G. (2021) L’insegnamento dell’italiano a stranieri. Alcune coordinate di riferimento per gli anni Venti, EDIZIONI CA’ FOSCARI
In una visione umanistica, che considera lo studente come persona, assume rilevanza l’approccio metodologico scelto dal docente nel promuovere lo sviluppo dell’allievo attraverso materiali, strumenti e condizioni che devono risultare adeguati sotto il profilo linguistico e motivazionale.
In un simile scenario didattico la priorità è assegnata ai bisogni dello studente che è messo al centro del processo di educazione linguistica.
Ne derivano delle condizioni di apprendimento positivo, che favoriscono lo sviluppo della dimensione affettiva fondata anche sulla relazionalità e sulla reciprocità fra i principali attori del percorso. Dunque la ricerca sulla dimensione emotiva a livello teorico si è tradotta nello sviluppo di una metodologia glottodidattica e operativa che soddisfa sia i bisogni pragmatici, sia i bisogni di natura emotiva e affettiva degli studenti.

 


CORSO CONSIGLIATO

CLIL: Integrare la lingua inglese nelle materie di studio

CLIL: Integrare la lingua inglese nelle materie di studio

Da alcuni anni l’apprendimento di un’altra lingua europea oltre la propria è considerata una competenza importante per i cittadini del futuro.

Il termine CLIL è l’acronimo di Content and Language Integrated Learning. Si tratta di una metodologia che prevede l’insegnamento di contenuti in lingua straniera. Ciò favorisce sia l’acquisizione di contenuti disciplinari sia l’apprendimento della lingua straniera. Ambire a possedere (e a certificare) tale competenza da parte degli insegnanti è certamente importante per il processo di internazionalizzazione in essere della scuola italiana (dalla scuola primaria fino alla secondaria, nelle sue diverse declinazioni).

Articolo precedente
Cooperative learning e apprendimento linguistico
Articolo successivo
Compassione e Cura di Sé: pratica per stare bene

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

undici + 15 =

Formazione