Estate educativa: un’esperienza con i Campi Solari
A cura di Niccolò Romano
Fondazione Monte dei Paschi di Siena
L’estate rappresenta per bambini e adolescenti il tempo delle vacanze, uno spazio di libertà in cui è possibile coniugare gioco e divertimento con esigenze più spiccatamente educative. Il tempo libero, ove supportato da un corretto approccio pedagogico e riempito con adeguati contenuti educativi, può diventare un’occasione preziosa di crescita umana e sociale.
Grazie all’incontro con gli altri e al confronto con nuove e stimolanti esperienze, all’interazione e integrazione con gruppi di pari la persona in fase di sviluppo impara a riconoscere le emozioni e gestire le relazioni, ad esprimere e rafforzare la propria identità, individuale e collettiva, favorendo una crescita armonica e contrastando situazioni di disagio.
Centri e attività estive: opportunità aperte
In questa prospettiva, il ruolo agito da centri ed attività estive “è quindi rilevante sotto diversi punti di vista. L’incontro estivo tra ragazzi coetanei diventa un motivo d’aggregazione, portatore di crescita e di sviluppo delle abilità relazionali all’interno di un processo di socializzazione tra pari. Dal punto di vista delle famiglie, invece, risponde ad esigenze d’educazione, collettività e coesione sociale che spesso il nucleo familiare non si trova in grado di garantire, e riesce ad ovviare alle tipiche difficoltà odierne della gestione del tempo. Anche per le organizzazioni promotrici, l’implementazione dei Centri Estivi diventa una sfida con e dentro la modernità. La necessità di progettare attività che permettano la trasmissione di educazione e che siano mezzi di socializzazione diventa uno stimolo costante, che si rinnova di volta in volta”1 (Irene Psaroudakis).
Tutto ciò, a maggior ragione, dopo oltre due anni di emergenza pandemica (sanitaria, economica, sociale ed educativa) che ha creato enormi vuoti di socialità e capacità relazionale, andando a colpire più duramente proprio i giovani e gli adolescenti.
L’esperienza “Campi Solari”
Sulla base di queste brevi considerazioni, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena – dopo una prima esperienza pilota nel 2019 – ha emanato per l’estate 2022 un bando di finanziamento rivolto ad enti pubblici e del terzo settore per l’organizzazione di attività educative rivolte a minori nel periodo estivo, volendo in questo modo contribuire: sul piano educativo, a promuovere e sostenere un adeguato livello qualitativo dell’offerta formativa; sul piano sociale, ad incrementare i livelli di accessibilità e inclusività dei servizi educativi.
Per quanto riguarda la tipologia di progetti ammessi, il bando (pubblicato a marzo e scaduto il 21 aprile 2022) si focalizzava su due distinte fasce anagrafiche (6-12 e 13-17 anni) concentrandosi sulla seconda, generalmente più scoperta, sia perché il bisogno di “custodia” è meno pressante, essendo gli adolescenti sicuramente più autonomi (ma, non per questo, meno bisognosi di un sostegno educativo), sia perché oggettivamente più sfidante sotto il profilo delle attività e del progetto educativo, che rischiano di risultare inadeguate per una platea di giovani adulti.
L‘importanza dell’approccio educativo nei centri estivi
I progetti proposti dovevano essere supportati da un idoneo approccio pedagogico, garantendo elevati standard educativi, attraverso l’impiego di personale e professionalità quantitativamente e qualitativamente adeguate, dimostrando di essere in grado di:
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attuare modalità di apprendimento flessibili, favorendo lo sviluppo di competenze sociali e di abilità nel rispetto delle specifiche fasi evolutive e ponendo particolare attenzione alla dimensione creativa, emotiva ed affettiva;
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garantire la centralità del minore e stimolare il suo protagonismo attivo all’interno dell’esperienza realizzata;
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favorire processi di socializzazione e dinamiche relazionali, tra i minori e tra questi e gli adulti di riferimento all’interno di un clima relazionale positivo, centrato sull’accoglienza e sull’ascolto.
Infine, il bando tendeva a privilegiare i progetti volti a includere fasce di utenza fragili, per incrementare le occasioni di incontro e socializzazione per minori con disabilità o con particolari problematiche socio-familiari e comportamentali, valorizzando le diversità come fonte di interazioni e rilevante occasione di maturazione per tutti in una dimensione di integrazione.
A valere sul bando, sono stati finanziati 15 progetti (promossi da altrettante organizzazioni non profit, anche in partenariato con altri soggetti), per un ammontare complessivo di € 100.000. Di seguito, alcune specifiche sulla tipologia e le caratteristiche delle iniziative finanziate:
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Fascia anagrafica |
Numero progetti |
| 6-12 |
5 |
| 13-17 |
6 |
| Entrambe |
4 |
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Tipologia campo |
Numero progetti |
| Residenziale |
4 |
| Non residenziale |
11 |
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Durata dell’iniziativa |
Percentuale progetti |
| 1 settimana |
22% |
| 2-4 settimane |
43% |
| 5-8 settimane |
35% |
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Tipologia ente proponente |
Numero progetti |
| Cooperativa sociale |
3 |
| Associazione |
9 |
| Ente pubblico |
1 |
| Altro ente non profit |
2 |
Costruzione di comunità di pratica
Nella prospettiva di gettare le basi per una comunità di pratica territoriale sui temi dell’educazione non formale ed informale, a fianco della componente tipicamente erogativa rappresentata dai contributi economici, è stata prevista l’organizzazione di alcune attività di autoformazione, allineamento delle competenze e community building, con la condivisione di esperienze e pratiche sviluppate e il confronto costruttivo sui principi di riferimento e gli approcci pedagogici utilizzati.
Per questa azione di accompagnamento (che si iscrive all’interno di un approccio filantropico ormai sempre più orientato alla capacitazione delle organizzazioni) la Fondazione è stata supportata da Scintille.it, già partner tecnico di un altro programma educativo (il progetto di cittadinanza globale SCool Food – Per un futuro di tutto rispetto), che ha presidiato il processo mettendo a disposizione la propria competenza ed esperienza nell’ambito dell’apprendimento cooperativo.
Le organizzazioni beneficiarie hanno aderito con entusiasmo al percorso proposto, e sono state quindi coinvolte, prima dell’avvio dei campi estivi (17-18 giugno), in un piccolo modulo di formazione residenziale presso la cooperativa di comunità Il Borgo, di Montelaterone (Arcidosso – GR). Nell’arco di due giornate, si è creato un gruppo di una ventina di persone, eterogeneo per provenienza ma estremamente compatto e collaborativo, che attraverso varie attività (piccole esercitazioni e pratiche di gruppo, ma anche momenti di gioco e convivialità) ha condiviso una serie di concetti chiave e principi guida, ritenuti alla base delle proprie proposte educative:
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Costruzione di comunità e cura della relazione;
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Rispetto per la diversità;
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Cooperazione, condivisione e inclusione;
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Sostenibilità e solidarietà;
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Divertimento, benessere, piacere della partecipazione;
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Protagonismo e autonomia;
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Non violenza e gestione dei conflitti;
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Capacità di ascolto, osservazione e valutazione.
A partire dai suddetti principi condivisi, è stata quindi elaborata una rubrica di autovalutazione, integrata all’interno di un questionario online che è stato somministrato, a conclusione delle attività, agli educatori coinvolti nei campi estivi.
In un incontro di restituzione finale, infine, i referenti delle organizzazioni, le professioniste di Scintille.it Daniela Pavan e Marialuisa Damini, e il personale della Fondazione MPS hanno potuto confrontarsi sugli esiti del questionario e, in particolare, sui punti di forza e le potenziali criticità emerse.
In linea generale, viene restituita la percezione di un livello elevato delle capacità organizzative/educative messe in campo; parallelamente, alcune questioni aperte riguardano le seguenti aree, che sono state oggetto di discussione durante l’incontro:
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Tempo per prendersi cura di sé e del proprio ruolo educativo attraverso la riflessione: come possibile realizzarlo nella pratica degli operatori?
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Riflessività e riprogettazione: in che modo pianificare spazi per la riprogettazione?
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Valorizzazione del ruolo attivo dei partecipanti nella realizzazione delle attività: come stimolare la co-partecipazione? È possibile prevedere una co-valutazione in itinere?
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Coinvolgimento delle realtà locali rispetto al proprio campo solare: come pianificarlo?
Per quanto riguarda il processo di community building messo in moto, preme spendere qualche parola per evidenziare alcuni aspetti che lo hanno qualificato in positivo, e che potranno essere capitalizzati ed ulteriormente valorizzati in futuro:
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La dimensione residenziale, seppur concentrata, si è rivelata un fattore di successo: aver coinvolto i partecipanti in una full-immersion di due giorni ha costituito un acceleratore per la costruzione di pattern condivisi e l’avvio di relazioni fiduciarie, che hanno posto le basi per un più solido processo cooperativo.
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Anche la scelta del luogo non è stata neutra, ma ha contribuito alla generatività dell’esperienza: la sua dimensione fortemente identitaria e comunitaria ha costituito un altro “catalizzatore di energie positive”.
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La partecipazione e l’ingaggio, infine, non si improvvisano, e la competenza richiede e riconosce competenza: in questo caso, la professionalità messa in campo da Scintille.it è stata fondamentale, per creare consenso e ricevere attenzione.
Riflessioni conclusive
Considerata la perdurante rilevanza delle istanze e dei bisogni educativi che hanno a suo tempo suggerito l’emanazione del bando “Campi solari”, nel Documento Programmatico Previsionale per l’esercizio 2023 viene confermato l’impegno su questo fronte della Fondazione MPS. Vista la risposta estremamente positiva, in termini di numerosità e, soprattutto, di qualità e intensità della partecipazione al complessivo percorso di accompagnamento, ed alla luce delle acquisizioni e delle lezioni apprese, abbiamo però deciso di lanciare una sfida ai referenti delle varie organizzazioni: superare la logica e le dinamiche, per così dire, competitive tipiche del bando, per avviare insieme un percorso di co-progettazione che – a partire dalla comunità di pratica sviluppata e dai principi in seno ad essa condivisi, ma con la potenziale apertura ad altre realtà – riesca a mettere a fattor comune esperienze e professionalità in campo educativo in una sorta di «catalogo territoriale» per la prossima estate, in cui possa trovare spazio un’offerta di servizi caratterizzati da livelli qualitativi elevati, oltre ad attività trasversali quali promozione, comunicazione, monitoraggio e valutazione in forma centralizzata; con un accento particolare anche sul “prendersi cura di chi si prende cura”, ovvero su quella doverosa – ma troppo spesso trascurata – attenzione al vissuto quotidiano degli operatori, che assume una rilevanza centrale nel lavoro sociale.
Il nuovo percorso di co-progettazione ha preso avvio il 15 dicembre, con una giornata interamente dedicata al setting della collaborazione; il processo continuerà ad avvalersi del supporto di Scintille.it per il presidio delle competenze educative, e si aggiungerà la consulenza di Walà – società benefit, per la componente metodologica. A inizio 2023, dunque, speriamo di avere una nuova storia da raccontare.
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1Cfr. Irene Psaroudakis “I Centri Estivi. Il significato attuale di un’esperienza di socializzazione e di identità collettiva”, all’interno del rapporto finale dell’Università di Pisa su “Lo sport nelle attività estive per bambini e ragazzi come pratica di accoglienza e integrazione: il caso dei centri estivi UISP Solidarietà in Toscana”, a cura di Andrea Salvini.









