Bullismo e senso di appartenenza

In questo intervento di cooperative learning volto alla prevenzione rispetto ad atteggiamenti di bullismo e prevaricazione, la posta in gioco è stata “star meglio con sé, con gli altri, con il mondo di cui facciamo e siamo parte”. ‘Azione per l’agio’ è stato il nome che l’intervento ha assunto nella scuola, a testimonianza del fatto che si voleva partire da azioni positive, dall’individuare opportunità di trasformazione delle relazioni, talvolta consolidate secondo copioni distruttivi per il singolo e per la comunità. La scuola ha voluto promuovere un percorso per affrontare atteggiamenti di bullismo e intolleranza, consapevole del fatto che è necessario attivare azioni integrate per l’agio piuttosto che interventi sporadici sul disagio.

 


Il cooperative learning, metodologia di insegnamento-apprendimento è diventato il mezzo di trasporto per condurre senso di appartenenza e per combattere alla radice gli atteggiamenti di bullismo e prevaricazione.
Infatti McBrien & Brandt lo identificano come una metodologia progettata per imitare l’apprendimento di vita reale e la soluzione di problemi grazie alla strategia di combinare gruppi di lavoro in cui  viene calibrata la responsabilità individuale con quella di gruppo,
Infatti, l’interdipendenza positiva tra gli attori di un contesto, elemento caratteristico delle attività di Cooperative Learning, promuove agio e previene fenomeni di prevaricazione sociale poiché favorisce la costruzione di un senso di appartenenza responsabile.

Gli studenti desiderano più di qualsiasi cosa sentire di avere valore, di far parte della propria classe, di poter dare un contributo perciò il bisogno di appartenenza è considerato da Dreikurs obiettivo naturale del comportamento umano ed è basato sul principio di uguaglianza, di collaborazione e dell’interesse per il benessere del gruppo, altri ingredienti essenziali delle attività in Cooperative Learning.

A volte però gli individui perseguono obiettivi erronei di cattura dell’attenzione, ricerca del potere, rivendicazione e vendetta, dimostrazione della propria inadeguatezza perciò emergono atteggiamenti di bullismo che rappresentano un allontanarsi da qualsiasi soddisfacimento dei bisogni.

Si tratta spesso di un’impresa collettiva, perché solo un intervento sistemico può iniziare a scalfire un fenomeno ormai diffuso in diverse zone d’Italia e di cui Paese, piccolo comune del Nord Est trevigiano, non faceva difetto.

In un triennio sono stati coinvolti tutti gli attori principali della relazione educativa della comunità di apprendimento: i ragazzi, i genitori e gli insegnanti.

Favorire la conoscenza e la comprensione del fenomeno.

Permettere il confronto in merito a valori ed atteggiamenti educativi comuni.

Conoscere e sperimentare strategie comunicative come l’ascolto attivo e la soluzione dei problemi.

Realizzare un piano d’intervento concordato tra scuola e famiglia, armonizzando e sintonizzando le richieste dei ragazzi.

Ed infine potenziare il senso di autostima dei vari attori coinvolti (preadolescenti, genitori ed insegnanti).

Ecco gli obiettivi perseguiti e raggiunti.
 

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