Esame di maturità: quali le novità? L’Esame che verrà

Esame di maturità
Esame di maturità

Riferimenti normativi

Il nuovo esame di fine secondo ciclo di istruzione si svolgerà secondo quanto previsto dal decreto legislativo 62 del 13 aprile 2017, come novellato dal decreto-legge 127 del 9 settembre 2025, convertito, con modificazioni, dalla legge 164 del 30 ottobre 2025.

Il processo di riforma è stato poi consolidato dalla recente normativa di dettaglio, il decreto 13 del 29 gennaio 2026 e, da ultimo,il decreto 54 del 26 marzo 2026, chedefiniscono lo svolgimento dell’esame per l’anno scolastico 2025/2026.

Le novità

Il nuovo esame prevede diversi elementi innovativi:

  • L’esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato svolge regolarmente tutte le prove d’esame, compreso il colloquio
  • Le Commissioni (una ogni due classi) sono formate da un presidente esterno all’istituzione scolastica, due commissari interni e due esterni, per un totale di 5 componenti
  • Il punteggio massimo rimane 100/100 (c’è la possibilità della lode): viene tuttavia introdotto un nuovo “bonus” che la Commissione può integrare fino ad un massimo di 3 punti, per i candidati che raggiungono una soglia di almeno 90/100 tra credito scolastico e prove scritte.
  • I percorsi di alternanza scuola – lavoro sono ridenominati “Formazione scuola-lavoro”.

Le materie

L’ordinanza del 29 gennaio individua le quattro materie caratterizzanti per ciascuna tipologia di scuola e indirizzo; definisce alcune peculiarità del colloquio, conferendo un particolare valore al curriculum dello Studente e in relazione all’insegnamento trasversale di Ed. civica.

Le prove scritte

Con la pubblicazione dell’ordinanza 54 del 26 marzo 2026 è stabilito il calendario delle prove d’esame, (prima prova scritta il 18 giugno 2026 e seconda prova scritta il 19 giugno); parimenti vengono stabilite le prove suppletive (art.2 e art.17). L’art.  19 specifica la finalità della prima prova scritta, che “accerta la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato”. La finalità della seconda prova scritta (in forma scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica) è espressa nell’art. 20, ovvero quella di “accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello studente dello specifico indirizzo”.

Il documento del 15 maggio

Circa il documento del 15 maggio, esso “esplicita i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che lo stesso consiglio di classe ritenga utile e significativo ai fini dello svolgimento dell’esame” (art. 10 c.1), considerati gli allegati “atti e certificazioni relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di maturità, alle attività di formazione scuola-lavoro, agli stage e ai tirocini eventualmente effettuati, alle attività, ai percorsi e ai progetti svolti nell’ambito dell’insegnamento di Educazione civica, nonché alla partecipazione studentesca” (art 10.c.2).

Il colloquio

La più recente ordinanza di marzo reca disposizioni sulle modalità di svolgimento del colloquio, reso obbligatorio ai fini della validità dell’esame: si invita il candidato a evidenziare competenze, esperienze di Formazione Scuola – Lavoro e crescita personale, archiviando la modalità di avvio con la famigerata “busta”, con materiali predisposti dalla Commissione.Tale prova si prepone di verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, la capacità di collegare le conoscenze e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto.

Per accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa o dello studente (PECUP), la Commissione d’esame tiene conto anche delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente e dell’impegno dimostrato nell’ambito scolastico e in altre attività coerenti con il percorso di studio, nonché del grado di responsabilità o dell’impegno evidenziati e delle competenze maturate nell’insegnamento trasversale dell’educazione civica, come definite nel curricolo d’istituto e documentate dalle attività indicate nel documento del consiglio di classe.

L’obiettivo del nuovo colloquio è rendere la prova orale più trasparente e coerente con il percorso formativo del triennio; al momento di metacognizione e di consapevolezza sul personale percorso segue l’approfondimento di quattro discipline caratterizzanti, con domande mirate ad aspetti di contenuto e di metodo, tuttavia collegate in modo critico a nodi interdisciplinari. Durante il colloquio il candidato espone, con una breve relazione e/o un lavoro multimediale, l’esperienza di formazione scuola-lavoro svolta nel percorso di studi. Per la valutazione è predisposta a disposizione della Commissioneuna griglia aggiornata (SCARICA L’ALLEGATO). Disposizioni specifiche riguardano i candidati con disabilità (art.24) e con DSA e altri bisogni educativi speciali (art.25).

 Il diploma digitale

Una ulteriore novità del nuovo Esame è il diploma digitale, documento interattivo e legalmente valido, integrato con il Supplemento Europass, che, fungendo da traduttore tecnico del titolo italiano nell’Unione Europea e indicando il livello di qualifica secondo il quadro EQF, descrive in modo dettagliato le competenze acquisite dallo studente.

In sintesi, la recente riforma punta a valorizzare il percorso formativo complessivo dello studente, superando logiche frammentarie o nozionistiche e ponendo l’accento su maturità personale, competenze trasversali, consapevolezza; il nuovo “esame di maturità” assume dunque una alta funzione orientativa.

Si può sostenere che il nuovo Esame, come concepito dalla Riforma, rappresenti certamente la conclusione di un percorso formativo, di cui si accentuano personalizzazione e learning by doing; tuttavia si può ben dire che l’esame funga da ponte che, attraverso un “passaggio di maturità”, conduce lo studente ad un nuovo punto di partenza, per affrontare scelte più consapevoli e meglio orientate al proseguimento degli studi a livello terziario e quindi all’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni.

 Link utili:


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