Che significa resilienza e chi è più resiliente?

Che significa resilienza e chi è più resiliente?Sempre più la resilienza viene considerata particolarmente rilevante in situazioni altamente stressanti, traumatiche e non.

Collegata in modo diretto all’abilità individuale di gestione dello stress, la resilienza è stata studiata in rapporto ad eventi straordinari e traumatici, come l’internamento nei campi di concentramento, gravi malattie, famiglie altamente disfunzionali (Peveri, 2009). Gli studi su questa fondamentale capacità umana di affrontare eventi difficili e superarli in modo positivo (Walsh, 2008) sono iniziati dopo la Seconda guerra mondiale e hanno subito un’evoluzione circa la prospettiva di analisi. Se inizialmente ci si è focalizzati sull’osservazione di individui che nella loro storia personale hanno dovuto affrontare prove di indicibile sofferenza, nel tempo si è passati a considerare anche il ruolo protettivo e di rischio di fattori ambientali, immediati e remoti nel tempo.

La resilienza è un tratto individuale immutabile o è il frutto della relazione tra individuo ed ambiente?

Pensare che la resilienza sia semplicemente una qualità individuale, un tratto di personalità che puoi solo sperare di possedere e che, se posseduto, protegge da qualsiasi evento, è riduttivo. È innegabile che ci siano caratteristiche individuali più frequentemente associate alla resilienza. Tuttavia, ad oggi si tende ad una prospettiva integrata in cui entrambi gli aspetti hanno un ruolo, il cui peso va considerato nelle interazioni complesse che li caratterizzano. Insomma, non tutte le persone con gli stessi tratti sono ugualmente resilienti e non tutte le persone con la stessa storia, incrociando i medesimi eventi difficili, hanno risposto nello stesso modo.

Di seguito vediamo solo alcune caratteristiche individuali più frequentemente associate a persone resilienti.

Autostima

Autostima vuol dire analizzare se stessi riconoscendosi in possesso di un insieme di caratteristiche, costruendo un giudizio di sé. Questa valutazione dipende dal raffronto tra le aspettative (il mio Sé ideale) e la realtà (Sé reale).

Un ruolo importante per la nostra autostima viene giocato dal giudizio altrui, come anche dal nostro confrontarci con gli altri.

Avere una buona autostima diventa una risorsa personale importante che ci sostiene quando le cose non vanno affatto bene. Una bassa autostima risulta correlata maggiormente ad una valutazione negativa dell’evento stressante e quindi ad una bassa resilienza. È come se, non fidandoci abbastanza di noi, vediamo in modo sfavorevole le probabilità di farcela e non ci attiviamo.

Essere dotati di una buona autostima può essere d’aiuto nei momenti difficili.

Abilità comunicative

Per affrontare eventi difficili è particolarmente utile una rete relazionale di supporto, che va coltivata. Possedere adeguate abilità sociali, sapere comunicare efficacemente, sapere esprimere emozioni e pensieri, ma anche saper ascoltare l’altro diventano chiavi di successo nel superare le difficoltà.

Comunicare efficacemente consente di condividere il proprio vissuto nei momenti difficili, di chiedere aiuto quando necessario, ma anche di coltivare relazioni nei momenti “buoni”, aspetto nutriente per i nostri bisogni relazionali.

Ottimismo

Essere ottimisti vuol dire, secondo il dizionario Treccani, possedere “la disposizione psicologica che induce a scegliere e considerare prevalentemente i lati migliori della realtà, oppure ad attendersi uno sviluppo favorevole del corso degli eventi” 1

Secondo Seligman (1991), possiamo considerarci ottimisti se ci spieghiamo gli eventi negativi come temporanei (e quindi passeranno), specifici (legati al contesto; quindi, possono cambiare) ed esterni (non hanno a che fare con noi).

Il modo in cui ci si spiega quel che accade, influenza le aspettative sul futuro e quindi il modo di agire. Può fare la differenza per sostenere un atteggiamento resiliente oppure no.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche individuali studiate in rapporto alla resilienza individuale. Ce ne sono altre ancora, come l’autoefficacia, l’indipendenza, la motivazione, la speranza, il pensiero critico, il senso dell’umorismo, la fede (Burns, 1996).

L’aspetto fondamentale è che molte di queste caratteristiche possono essere modificate, migliorate, esercitate e accresciute.

“La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta”.

TIZIANO TERZANI

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Bibliografia
Burns, E. T. (1996). From risk to resilience: A journey with heart for our children, our future. Dallas (TX): Marco Polo.
Matini, C. (2020). Motivazione, Analisi Transazionale e crescita personale
Nuzzi, C., Autostima. https://www.stateofmind.it/tag/autostima/
Peveri, 2009. Resilienza e regolazione delle emozioni. Un approccio multimodale. Tesi di dottorato.
Seligman, M. E. P. (1991). Learnedoptimism. New York: Knopf
Walsh, F.(2008). La resilienza familiare. Raffaello Cortina Editore

1 https://www.treccani.it/vocabolario/ottimismo/: ultima consultazione, 10/01/222

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