Come progettare attività didattiche motivanti?

attività didatticheE’ bello ricevere da una propria alunna queste parole:

“L’insegnante mediocre dice.
Il buon insegnante spiega.
L‘insegnante superiore agisce.
Il grande insegnante motiva.
E lei ha motivato me.”
(liberamente tratto da W.A. Ward

perché scopri che il lavoro sull’apprendimento significativo non è mai invano. 

Cosa c’entra l’apprendimento significativo con la motivazione dello studente?

Quando uno studente chiede: “Ma perché dobbiamo studiare questo argomento (sia esso il teorema di Pitagora, il predicativo del soggetto o il Fascismo)?”, è in questo preciso momento che egli ci offre un assist per avviare una co-costruzione dei significati e riuscire a spiegare il motivo dell’essenzialità e irrinunciabilità di determinati contenuti. Questa è una azione altamente motivante.

Nella “classe – comunità pratica di apprendimento”, si praticano in misura maggiore le conoscenze di tipo procedurale (il perché e come si svolgono i processi) e in misura minore le conoscenze dichiarative (il “di che cosa vogliamo parlare”). 

Non è il caso di soffermarsi eccessivamente sulle linee del pensiero pedagogico alla base di questa visione, ben note al lettore; tuttavia, possiamo ricordare l’idea di D. Ausubel (1968), che indica le condizioni di significatività di un apprendimento: 

  • il soggetto deve possedere una rete di conoscenze relazionabile al contenuto da apprendere e 
  • deve essere motivato a compiere tale operazione. 

J.Bruner insegna che in un percorso di crescita e apprendimento non si costruiscono competenze cognitive se non si lavora contemporaneamente sulle identità e sull’autonomia del soggetto in apprendimento, e che la dimensione cognitiva è interdipendente con quella emotiva. 

E’ la prospettiva costruttivista quella che per prima ha richiamato l’attenzione sull’essenzialità dell’apprendimento significativo. Esso avviene in un determinato contesto sociale e storico- culturale, e si realizza mediante la “costruzione dei significati”, attraverso articolati processi di elaborazione, validazione e confutazione. 

I principi dell’Apprendimento significativo

Lo schema di S. Papert (1984) ci propone  i tre principi dell’apprendimento significativo

  1. il principio di potenza (la possibilità di concepire progetti personali ricchi di significato); 
  2. il principio di continuità (continuità tra i nuovi contenuti e quanto già noto al soggetto); 
  3. il principio di risonanza culturale (che si ha quando i contenuti trattati non sono obsoleti). 

Perciò, un testo come Anna Karenina potrà parlare di temi quali la fedeltà, il tradimento, la passione, la famiglia, per arrivare all’ipocrisia, alla fede, al progresso, allo scontro dello stile di vita urbano con quello di campagna. Starà a noi insegnanti riuscire ad agganciare in continuità alle vite dei nostri studenti tali stimoli.

Per D. Jonassen, nell’ottica del costruttivismo sociale e situato, i nodi focali dell’apprendimento significativo sono da ricercarsi nella costruzione, nella collaborazione e nel contesto.

In tale prospettiva l’apprendimento è: 

  • attivo, perché consapevole e responsabile; 
  • costruttivo, perché il soggetto può ristrutturare le conoscenze precedenti; 
  • collaborativo, perché il soggetto lavora in una comunità costruttiva; 
  • intenzionale, perché il soggetto è coinvolto fattivamente nel conseguimento di obiettivi conosciuti e condivisi. 

Si capisce come il riferimento al cooperative learning come metodologia che favorisce la significatività sia d’obbligo.

In pratica

Quando si scelgono le tecniche di apprendimento occorre partire dai risultati che vogliamo fare ottenere agli studenti. A volte gli obiettivi risultano troppo generici e altrettanto imprecisa diventa la scelta della tecnica cooperativa.

Ad esempio, se vogliamo che gli studenti imparino ad ascoltare con maggiore attenzione le spiegazioni, allora sceglieremo tecniche cooperative che favoriscano l’esperienza dell’ascolto aggiungendo anche la dinamica collaborativa, di discussione.

Se di tanto in tanto la tua spiegazione si interrompe e aggiungi una domanda di riflessione, di rielaborazione, di applicazione dei concetti che hai spiegato, allora potrai usare, ad esempio, Pensa, Coppia, Condividi di Spencer Kagan. Una tecnica semplice che usa le coppie per favorire la riflessione e lo scambio di informazioni tra gli studenti. 

Un’altra tecnica cooperativa utile a rielaborare è il Mix, freeze, pair, share di Spencer Kagan, struttura che permette di giocare il pensiero attraverso il movimento e la musica, incontrando casualmente i compagni per confrontarsi su quesiti metacognitivi che l’insegnante ha opportunamente preparato.

A volte è difficile individuare gli scopi in modo che siano chiari, specifici, misurabili, sfidanti e trasferibili. Confrontarsi poi con un esperto online per mettere a fuoco gli scopi che vuoi raggiungere e rendere le consegne chiare, specifiche e sfidanti può essere una buona idea per iniziare. Sperimenta SOS EDUCATIVO!


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