Sappiamo che il tempo di grandi cambiamenti che stiamo vivendo coinvolgerà sempre di più gli studenti oggi e nel futuro. Essi hanno dunque bisogno più che mai di sviluppare competenze in ambiti trasversali e disciplinari per potersi adattare nelle situazioni e poter usare conoscenze, abilità e atteggiamenti appresi nei diversi contesti con sempre più consapevolezza, autonomia e responsabilità.
Molte volte si parla di competenze, come progettare, come valutare e quali metodologie e strumenti utilizzare per svilupparle. Spesso ci si sofferma su come veicolare i contenuti e le abilità. Poche volte ci si sofferma sugli atteggiamenti e soprattutto sui processi metacognitivi che di fatto sono i processi più importanti da promuovere.
Vorrei porre l’attenzione su tali processi e sul come svilupparli nei diversi ordini di scuola.
Cosa sono i processi metacognitivi?
I processi metacognitivi sono quei processi che ci rendono consapevoli, cioè in grado di cogliere intenzionalmente i nostri comportamenti, i nostri pensieri e le nostre emozioni, ci permettono di pianificare, monitorare e verificare le nostre azioni. Sono fondamentali per l’acquisizione di competenza poiché permettono di prendere consapevolezza di quello che si sa e si sa fare e quindi più autonomi e responsabili.
Pensiamo a quanto questo sia importante. Non basta sapere e saper fare ma è necessario riconoscerne il valore, saper scegliere quando e come usare le proprie conoscenze e abilità per risolvere problemi. Tanto più gli studenti sono allenati ad usare i processi metacognitivi, tanto più sapranno trasferirli a nuove situazioni a scuola e fuori di essa. Inoltre, prendere consapevolezza significa anche autovalutarsi saper cogliere a che livello si è, quali sono i propri punti forza e punti deboli, cosa e come migliorare. Ciò significa sapersi autovalutare ma anche sapersi orientare nel percorso di studi e di lavoro. Significa avere un buon livello di autostima, cogliere l’intelligenza come incrementale e riconoscere lo sforzo e l’impegno come fondamentali per procedere al miglioramento.
Quanto sarebbe bello se tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado, magari in maniera concordata, preparassero gli studenti a tali atteggiamenti nel percorso d’istruzione, di lavoro, ma anche in ambito privato.
La consapevolezza dei propri pensieri e delle proprie emozioni ha un forte impatto sulla salute mentale.
Essere consapevoli di ciò che si pensa, significa cogliere che non siamo i nostri pensieri, che possiamo cambiarli, possiamo riconoscere il loro valore relativo, scegliere cosa pensare e come gestire le proprie idee.
Essere consapevoli delle nostre emozioni significa cogliere profondamente ciò che sentiamo a livello fisico e psichico, riconoscerne la valenza e scegliere come agire rispetto ad esse. Si evince quanto questo sia importante quando, per esempio, essere consapevoli di essere impauriti di fronte a una nuova sfida ci permette di scegliere se farci invadere dalle sensazioni legate alla paura (aumento del battito cardiaco, tremori, aumento della sudorazione, sensazione diffusa di debolezza e incapacità di muoversi) o “cavalcare” l’onda emotiva e affrontare la sfida.
L’importanza dei processi metacognitivi è indiscussa ma come promuoverli?
Promuoviamo i processi metacognitivi quando stimoliamo gli studenti a pensare prima, durante e dopo ogni azione, quando li sosteniamo nella riflessione sui loro pensieri, quando permettiamo loro di cogliere come si sentono nelle diverse situazioni.
Desideriamo allora proporvi alcune possibilità di promozione della metacognizione per ogni ordine di scuola.
I processi metacognitivi nella scuola d’Infanzia
Nella scuola dell’infanzia, prima del gioco libero è possibile dare un tempo ai bambini di osservare il luogo in cui si svolgerà e chiedere loro: “pensate a quali giochi volete utilizzare, con chi volete giocare e cosa volete realizzare e disegnate la scena”. I bambini di tre e quattro anni potrebbero avere qualche difficoltà ma si ritiene sia utile comunque offrire loro l’opportunità di pensare e disegnare, tenendo conto che, se sono insieme a bambini di 5 anni potrebbero sentirsi sollecitati a imitarli. Alla fine del gioco libero si possono radunare i bambini e chiedere (o far disegnare) se hanno giocato come avevano previsto. Sarebbe utile affiggere al muro un cartellone con indicati i momenti dei processi metacognitivi: prima, durante e dopo con alcuni disegni che aiutino i bambini a cogliere cosa fare (es. nello spazio “pensare prima” un bambino seduto con la nuvoletta; nello spazio “pensare durante” un bambino che realizza qualcosa e nella nuvoletta lo stesso oggetto; nello spazio “pensare dopo” un bambino con la nuvoletta in cui c’è l’oggetto realizzato).
Questo strumento potrebbe essere utilizzato ogni qual volta è possibile promuovere la riflessione prima, durante e dopo le singole azioni: ad esempio per un lavoro di costruzione, per la risoluzione di un problema (creare una casa per il gatto con una scatola di cartone), per l’organizzazione di una uscita ecc.
È possibile proporre momenti di riflessione sulle emozioni vissute dai bambini, associandole ai colori, ponendo con loro l’attenzione sulle sensazioni fisiche e aiutandoli pian piano a dare un nome alle emozioni ed a riconoscere esordio, effetti e modalità di gestione.
I processi metacognitivi nella scuola primaria
Nella scuola primaria, in particolare nelle prime classi, si possono mantenere le stesse attività e strategie proposte per l’infanzia, aggiungendo alla grafica le domande utili per la fase di pianificazione (Cosa voglio realizzare? Quali strumenti mi servono? Come voglio procedere?), monitoraggio (Cosa sto realizzando? Come sto procedendo? Quali strumenti sto utilizzando?) e verifica (Cosa ho realizzato? Come mi sento rispetto a quello che ho realizzato? Come ho effettivamente proceduto? Cosa migliorare la prossima volta?). Tali domande possono essere semplificate o modificate a seconda del tipo di attività, adattandole all’età degli studenti. Esse sono fondamentali, specie se utilizzate ogni qual volta gli studenti sono impegnati in una attività in cui devono far da soli o in gruppo, poiché promuovono la consapevolezza degli studenti, rendendoli capaci,nel tempo, di riconoscere i propri punti forza e punti deboli (autovalutarsi) e quindi imparare ad autoregolarsi nelle situazioni.
Ci si rende immediatamente conto di quanto tutto ciò promuova la dimensione dell’autonomia, una delle 4 dimensioni che discriminano i livelli di qualità nel processo valutativo (le altre tre: risorse, continuità, tipologia di situazione) secondo le nuove indicazioni. A livello avanzato lo studente deve essere in grado di “portare a termine compiti in situazioni note e non note,…in modo autonomo e con continuità”.
Se nella scuola dell’infanzia i bambini hanno avuto modo di riflettere rispetto alle loro emozioni, saranno più in grado di farlo nella scuola primaria. Basterà mantenere la continuità e rendere sistematica l’attenzione sulle emozioni in relazione ad ogni attività in cui è possibile (es. nella risoluzione di problemi, nella realizzazione di scritti, di disegni ecc.)
I processi metacognitivi nella scuola secondaria
La scuola secondaria di primo grado è costitutivamente orientante, il che significa che dovrebbe permettere agli studenti di riconoscere i propri punti forza e i propri punti deboli, i propri interessi, promuovere il senso di auto-efficacia e la capacità di autoregolarsi per poter scegliere, il più possibile, consapevolmente,la scuola secondaria di secondo grado. Quest’ultima dovrebbe incrementare il suo ruolo orientante e, in particolare, permettere agli studenti di riconoscereil livello di competenza nell’ambito delle competenze chiave, sperimentarsi in prestazioni dove applicare tali competenze e cogliere come continuare il percorso di studi o professionale.
In questo percorso la promozione dei processi metacognitivi è imprescindibile.In continuità con quanto detto in merito alla scuola primaria, nella scuola secondaria gli studenti dovrebbero avere sempre l’opportunità di pianificare, monitorare e verificare le proprie attività di apprendimento ed anche di studio a casa. Si potrebbe proporre un “diario di riflessione metacognitiva”, inizialmente con domande guida di pianificazione, monitoraggio e verifica, successivamente, quando gli studenti avranno preso confidenza con lo strumento si può lasciare libera la riflessione e cogliere il loro livello di qualità.
In alternativa si possono predisporre schede di pianificazione, monitoraggio e verifica allegate alle prestazioni autentiche (o compiti di realtà). Tutto ciò favorisce un’autovalutazione più significativa, stimola ad una maggiore autoregolazione e rafforza il senso di autoefficacia, portando ogni studente non solo a sentire di poter essere effettivamente il protagonista del proprio percorso ma anche a orientarsi in maniera più aderente a quanto sa di sé e alle proposte accademiche e professionali che gli si prospettano.
Si ritiene che non debba mancare mai l’occasione per far riflettere gli studenti sulle loro emozioni legate al percorso di apprendimento e alle relazioni, soprattutto per la fase delicata che gli stessi studenti attraversano negli anni delle secondarie tra preadolescenza e adolescenza. Aiutarli a riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e a saper scegliere come comportarsi nelle relazioni considerando empaticamente l’altro, sappiamo quanto sia oggi non negoziabile. Dunque, si consiglia vivamente di dare opportunità di chiedersi come ci si sente prima di un compito o di una interrogazione, proponendo semplici strategie (come il respirare profondamente) da mettere in atto, monitorando il loro effetto e verificando poi come migliorare la volta successiva.
Conclusioni
Aiutare gli studenti fin dalla scuola dell’infanzia a sviluppare i propri processi metacognitivi, ha dunque una valenza legata allo sviluppo delle competenze disciplinari, ma anche allo sviluppo delle competenze chiave e socio-emotive.
Come educatori, docenti di ogni ordine e grado, abbiamo il dovere di rendere gli studenti capaci di affrontare con consapevolezza ogni sfida che incontreranno considerando che dovranno adattarsi ai continui cambiamenti, saper ben scegliere come usare le proprie conoscenze, abilità e atteggiamenti e in che modo acquisirne nuove per continuare a migliorare, sentirsi soddisfatti di sé e contribuire costruttivamente a rendere il mondo un posto migliore.cessi metacognitivi










