Violenza, no grazie! Peer Education e prevenzione alla Violenza di Genere

Peer Education La Violenza di Genere è un problema esteso che spesso aumenta i suoi effetti per la sua diffusione sottaciuta, per la sua attuazione non detta. Gli adolescenti spesso ne sono spettatori silenti, vittime solitarie, collaboratori inconsapevoli.

Questa che vi presentiamo è un’esperienza sul tema della violenza di genere  – che come  Scintille.it assieme ai ragazzi dell’indirizzo delle Scienze Umane – abbiamo realizzato attraverso un progetto di Peer Education al liceo Medi di Villafranca di Verona.

La Metodologia di Peer Education

Quando si decide di progettare un percorso formativo utilizzando la Peer Education, si  abbraccia una metodologia che promuove “l’insegnamento o la condivisione di informazioni sulla salute, i valori ed i comportamenti, da parte di membri della stessa età e con un simile stato sociale” (Sciacca, 1987) e che fa leva sull’influenza che i pari rivestono all’interno di un gruppo, in termini di atteggiamenti, comportamenti e abilità sociali. Utilizzando questa metodologia di prevenzione si promuove un’educazione alla salute che approfondisce e propone dei modelli di comportamento sani, sostenendo una visione positiva della vita e cercando di orientare al Benessere, mettendo in luce le criticità e danni legati all’attuazione di condotte pericolose o disfunzionali.

In essa la selezione dei Peer e la formazione dei pari hanno una particolare rilevanza. Sono proprio questi che ci aiuteranno a descrivere l’esperienza di Villafranca.

Per l’avvio dei lavori ci sono voluti un paio di mesi di ideazione e programmazione, poiché la metodologia scelta richiede alcuni passaggi di co-costruzione che necessitano di parecchie ore. Hanno avviato, preso parte e sostenuto il progetto il consultorio Familiare di Villafranca Ulss 9 scaligera, in rete con il Lions Club di Verona. 

La nostra squadra al lavoro era composta da Marialuisa Damini, Lorenzo Niero e Daniela Pavan al coordinamento.

La Realizzazione

Il progetto di Peer Education “Violenza no grazie” si è svolto a cavallo tra il 2022 ed i primi mesi del 2023 ed  ha visto coinvolte 9 classi, tra seconde, terze e quarte dell’indirizzo delle Scienze Umane del Liceo Statale Enrico Medi di Villafranca per un totale di circa 38 ore, di cui ben 16 dedicate alla formazione del gruppo dei Peer Educators.

La data di inizio dei lavori è stata il 25 novembre 2022, proprio in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne. In questa particolare ricorrenza, abbiamo incontrato in plenaria tutti i ragazzi di tutte le classi coinvolte, più di 200,  con i quali si è svolta una assemblea molto partecipata,  dove sono state condivise  riflessioni sulla Giornata internazionale di Prevenzione alla Violenza di Genere e al Femminicidio e si è avuta l’occasione di presentare il progetto di Peer Education che avrebbe preso forma nelle settimane successive.

Seguendo i passi della metodologia educativa, il percorso di prevenzione e formazione si svolge  in quattro fasi:

  • selezione dei Peer Educators
  • formazione dei Peer su tematiche specifiche
  • sperimentazione in aula
  • incontro di chiusura con i Peer.

Selezione di Peer : prima fase

Sono stati selezionati su base volontaria due studenti per classe, per un totale di diciotto ragazzi; questi hanno dato vita al gruppo di Peer che ha svolto la formazione specifica sui temi della violenza di genere. In questo modo, grazie all’incontro in ogni singola classe, abbiamo conosciuto i ragazzi, presentato loro le date del progetto e scelto, con loro, due volontari che erano interessati a prendere parte all’esperienza. Questa particolare procedura di selezione ha reso possibile la creazione di un gruppo di formazione maggiormente motivato ed è stata elemento di coesione tra i peer stessi, perché ha facilitato la formazione e il processo di gruppo.

In letteratura si trovano diversi modi di selezionare i Peer:

  1. per gradimento da parte dei compagni,
  2. per candidatura;
  3. su indicazione da parte dei coordinatori di classe.

Si tratta di modi equamente validi che vanno adattati al contesto nel quale si realizza il progetto.  In questo caso, abbiamo scelto  la candidatura volontaria per l’ampia adesione e partecipazione alla plenaria  da parte dei presenti e per la curiosità, motivazione ed interesse visto che si trattava della prima esperienza per l’istituto con questa metodologia.

Lasciare a tutti la possibilità di candidarsi a partecipare alla formazione rende possibile una nuova esperienza per ragazzi più introversi o timidi, studenti che non si sarebbero proposti se i partecipanti fossero già stati scelti tra i “leader” normalmente riconosciuti nei gruppi classe. Questa possibilità molto spesso si trasforma in un’avventura per questi ragazzi, favorendo per loro importanti cambiamenti ed arricchimenti personali anche in termini di autoefficacia. Favorire la crescita e la messa in gioco di ragazzi anche più isolati o schivi è un investimento, oltre che nelle loro vite, anche e soprattutto nella scuola e nella società futura.

Formazione dei Peer: seconda fase

Il gruppo Peer è costituito, può partire la formazione!  Nove coppie di ragazzi con cui abbiamo svolto sedici ore di formazione sul tema della Violenza di Genere e sulla Peer Education.

Dunque, un percorso articolato su due binari: contenuti e processi. Da un lato infatti vi è stato un passaggio di contenuti e riflessioni sulla prevenzione alla violenza di genere; dall’altro la formazione sulla metodologia, per la preparazione al passaggio con metodo di questi contenuti ai loro pari nelle aule.

Peer Education- Formazione dei Peer - seconda faseDurante un intervento con i Peer si assiste ad una vera e propria ristrutturazione dello spazio fisico dell’aula che consente di creare nuove possibilità di apprendimento completamente diverse dalla lezione frontale.

In questa fase di formazione l’adulto si occupa, oltre che del passaggio di conoscenze sul tema della salute, anche di creare momenti di meta-apprendimento circa gli strumenti impiegati e le attività svolte.

Nell’atto pratico, nella selezione delle attività da proporre ai ragazzi abbiamo scelto di integrare il Cooperative Learning come metodologia, al fine di favorire la cooperazione nell’apprendimento di nuove attività e informazioni sul tema. Una tecnica impiegata con successo durante questi incontri è stata la Group investigation  di Sharan, grazie alla quale il gruppo di Peer Educators ha potuto aumentare il numero di informazioni sul tema della violenza di genere e ha messo a fuoco quali fossero le ‘domande importanti’ a cui provare a dare risposta.

Nelle attività svolte durante la formazione abbiamo scelto di far usare ai ragazzi tutti gli strumenti che, a loro avviso, potessero essere utili a veicolare un messaggio di salute in maniera efficace. Per questo ci siamo divertiti con l’impiego del movimento. Sono stati usati video, immagini, musiche, campagne pubblicitarie, ma anche cartelloni e colori, al fine di raccogliere spunti e ragionamenti nuovi. Peer Education non fa rima con lezione frontale.

Impostare una formazione a partire dai concetti di collaborazione e apprendimento cooperativo ha prodotto in concreto una “accelerazione” di quel processo di conoscenza e fiducia tra i ragazzi, che ha reso possibile la condivisione di aspetti personali con il gruppo. Elemento molto importante dato anche il tema del percorso formativo.

Momento cardine della formazione è stata la possibilità di far incontrare i ragazzi con i Servizi del territorio, coinvolgendo la rete che si è attivata per la realizzazione di questo progetto. In occasione del secondo dei quattro incontri previsti, il gruppo dei Peer ha conosciuto  gli operatori del Consultorio Familiare, una volontaria del servizio Telefono Rosa di Verona, assieme ad una rappresentante del Lions Club di Verona. In questa sede si sono condivise con i ragazzi le modalità di funzionamento ed accesso ai servizi, promuovendo un messaggio di benessere e salute, mirato a sfatare i falsi miti rispetto al tema della violenza e sostenendo, invece, la necessità della prevenzione e del riconoscimento, anche precoce, di tutte le forme di violenza. L’incontro con le realtà ed i servizi del territorio è importante perché rende questi più vicini ai ragazzi. Consente di identificare un “adulto” a cui rivolgersi in caso di necessità, che possa dare consigli e sostenere in situazioni di crescita o in momenti in cui avvengono delle difficoltà relazionali, prima che queste possano sfociare in violenza.

Da questo momento di scambio con domande e curiosità abbiamo accompagnato i ragazzi a trovare il messaggio di salute che avrebbero voluto portare ai loro compagni di classe.

Sperimentazione in aula: terza fase

Gli incontri in classe sono, con la fase formativa, i momenti più importanti di tutto il percorso di Peer Education, e, come tali, devono essere pensati, progettati e programmati con grande impegno. L’organizzazione tra formatore e scuola è fondamentale per consentire una capillare organizzazione con i docenti coinvolti.

In questa fase i peer hanno tenuto due incontri nelle loro classi: il primo supervisionato da uno dei formatori del progetto ed il secondo, invece, svolto in autonomia. Il feedback dopo la prima sperimentazione in aula è stato ottimo e con i peer si è ultimata la progettazione dell’incontro da svolgere in autonomia. I contenuti e le modalità di svolgimento di questi incontri erano stati decisi durante la fase di formazione.

Sperimentazione in aula- terza fase - Foto1 Sperimentazione in aula- terza fase - Foto2

Rientrare in aula dopo la formazione e gestire l’incontro in autonomia, è stato definito dai Peer come “only for the brave”, solo per coraggiosi, un battesimo del fuoco dove si sono sperimentati nel condurre un gruppo.

Un lavoro di coppia e di squadra, che li ha visti protagonisti nel raccontare ai loro compagni di classe i concetti appresi durante la formazione, facendosi promotori di un messaggio di benessere e salute. Rientrare nella propria classe con il ruolo di peer ha sicuramente un sapore diverso. Per questi ragazzi ha avuto il gusto delle prime volte.

C’era la tensione del dover ricordare la scaletta ed il timore di dimenticare qualche informazione importante o la paura che tutti gli strumenti multimediali non funzionassero

Ma c’era anche la fiducia nel proprio compagno di conduzione, il coraggio di mostrare agli altri che cosa si era imparato ed il desiderio di condividere con la classe un importante messaggio contro la violenza in tutte le sue forme.

Chiusura con i Peer: quarta fase

Come ogni esperienza anche questa è arrivata verso la sua conclusione. Nell’ultimo incontro il gruppo dei Peer si è riunito ed è stato un momento molto emozionante di confronto e scambio rispetto a quanto avvenuto nelle diverse aule.

I ragazzi hanno potuto condividere difficoltà e punti di forza delle formazioni da loro condotte. Pur trattandosi per questi studenti delle prime esperienze con questa metodologia di lavoro, si è trattato di una ottima prova di collaborazione e autoefficacia.

Un elemento di sostegno alla realizzazione del progetto è stato il fatto che i ragazzi coinvolti avevano già ricevuto alcune informazioni chiare rispetto al tema della violenza, reperite da progetti precedenti e ritrovate in altri contesti. Questo sottolinea una certa sensibilità al tema nell’Istituto, e fa ben sperare che queste generazioni  possano essere portatrici  di messaggi di salute e benessere relazionale.

Considerazioni finali Peer Education

Peer Education

Elemento che ha contraddistinto e reso  peculiare questo progetto è stata la trasversalità.

Peer Education - Considerazioni FinaliNella Peer Education del liceo Medi infatti sono state coinvolte classi seconde, terze e quarte contemporaneamente, elemento unico per progetti di questo tipo. Nella gestione delle dinamiche del gruppo formazione questo ha comportato la necessità di adattare contenuti ed attività.

Infatti, in peer education si parla di:

  • Peer education same level: (stessa età) quando si svolge tra ragazzi della stessa età o classe che godono dello stesso status nel gruppo, mentre rimane il divario in termini di informazioni.
  • Peer education cross level (età diverse) : in questo caso i Peer appartengono a classi di anni maggiori o sono di età superiore rispetto a chi subisce l’intervento.

Tuttavia, favorendo la cooperazione, si è prodotto un buono scambio tra ragazzi anche “distanti” di età. Certo si è trattato di una prima sperimentazione ma, dai feedback ricevuti dagli studenti, possiamo affermare che nel complesso sia stata una buona esperienza di crescita.

I temi affrontati hanno lasciato sicuramente il segno nei ragazzi. In linea con quelli che erano gli obiettivi del progetto abbiamo affrontato il tema della violenza da diversi punti di vista e la metodologia scelta per questo percorso si è rivelata funzionale a veicolare il messaggio di benessere e salute.

Nella formazione si sono ben integrati aspetti di Peer Education e Cooperative Learning. Il lavoro cooperativo ha reso agile ed ha facilitato la conoscenza tra i membri del gruppo, la creazione di un clima genuino e sicuro per la condivisione di aspetti di sé e conoscenza reciproca, elementi alla base delle relazioni sane.

Come professionista, ho trovato entusiasmante prendere parte a questo progetto. Il lavoro con la Peer Education ed i ragazzi del Medi hanno reso questa esperienza davvero unica, ricca di significato e densa di emozione. Lavorare con questa metodologia richiede impegno e costanza che però vengono  ripagate dall’entusiasmo e dalla bellezza nel poter accompagnare i ragazzi nel loro percorso di trasformazione.

Molti di loro a seguito del progetto mi hanno contattato per condividere che utilizzeranno alcune delle attività apprese nei loro gruppi informali, come scout o educatori nei centri estivi. Ritengo  che questo trasferimento al territorio sia uno degli indici più importanti dell’efficacia di progetto.

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