La valutazione formativa nella scuola primaria considerando le nuove indicazioni
La valutazione è un processo indispensabile in ogni ambito soprattutto in quello scolastico, poiché è il processo attraverso il quale si può cogliere cosa sta andando bene e cosa e come migliorare. In particolare, è utile:
- agli insegnanti per poter procedere nell’insegnamento progettando le eventuali variazioni e rafforzamenti e
- agli studenti per avanzare nel loro apprendimento e prendere consapevolezza dei propri punti forza e dei propri punti deboli nell’ottica del continuo miglioramento.
Nello specifico, la valutazione formativa (detta anche valutazione per l’apprendimento) si attua durante il percorso didattico e lo accompagna allo scopo di permettere agli studenti di cogliere profondamente cosa e come stanno acquisendo, agli insegnanti di individuare eventuali ostacoli o rallentamenti e dunque ridefinire o ricalibrare il percorso.
L’ultimo documento ministeriale in materia di valutazione, “Linee guida per la valutazione nella scuola primaria”, mette in evidenza il ruolo prioritario della valutazione formativa proponendo giudizi descrittivi a diversi livelli di qualità i quali indicano la progressività del percorso di sviluppo delle competenze (da iniziale ad avanzato) e la necessità di seguire tale sviluppo passo passo rendendo sempre più consapevoli gli studenti del loro progresso.
Il documento si sofferma solo sulla primaria, interrompendo, così, l’idea curriculare di continuità tra questa, la scuola dell’infanzia, e la scuola secondaria di primo grado, e nello stesso tempo indebolendo il ruolo formativo della valutazione (lo studente che passa alla scuola secondaria di primo grado si ritrova i voti).
Sono già stati sottolineati, in un altro intervento, quelli che si ritengono i punti critici del documento e come procedere nella elaborazione degli obiettivi di apprendimento declinati poi per livelli di qualità.
Qui si vogliono offrire degli spunti per realizzare la valutazione formativa tenendo conto dei livelli di qualità.
I livelli di qualità e i “parametri” che li distinguono
Nel documento si propongono i livelli di qualità simili alla certificazione delle competenze, discriminati attraverso quattro “dimensioni” (che la scrivente ritiene più appropriato considerare “parametri”, poiché sono gli aspetti che permettono di distinguere i livelli ):
- il grado di autonomia dello studente nel manifestare l’apprendimento;
- la tipologia della situazione – da nota a non nota – nella quale lo studente dovrebbe dimostrare di saper operare con ciò che sa;
- Il tipo di risorse che utilizza – da quelle offerte dall’insegnante a quelle reperite “spontaneamente”-;
- Il grado di continuità nella manifestazione dell’apprendimento.
Rispetto alla certificazione delle competenze, si aggiungono le dimensioni delle risorse e della continuità, non considerando però la dimensione della complessità, una dimensione molto interessante da cogliere e promuovere, in linea con la dimostrazione di competenza.
Tali parametri determinano la valutazione e dovrebbero descrivere ciò che lo studente sa realmente fare con ciò che sa nel dato momento in cui lo si valuta poiché caratterizzano i livelli di qualità,. Dunque, è fondamentale che gli insegnanti accompagnino gli studenti dalla prima primaria alla quinta affinché si rendano sempre più autonomi nel processo di apprendimento, sempre più in grado di usare le proprie conoscenze, abilità e disposizioni in situazioni non note, usando risorse ulteriori rispetto a quelle offerte e mantenendo una continuità in tale percorso.
Ma come fare? La valutazione formativa e gli strumenti ad essa connessi – in particolare la rubrica di valutazione e i feedback- possono profondamente aiutare.
La valutazione formativa e i livelli di qualità
È fondamentale che i parametri sopra riportati siano conosciuti e compresi dagli studenti. Fin dalla prima primaria sarebbe utile proporre attività e situazioni in cui gli studenti siano messi in grado di riconoscere che significa essere autonomi, quando lo si è veramente, che cosa serve per diventarlo nelle diverse situazioni e nei diversi ambiti disciplinari. Sarebbe inoltre importante offrire opportunità di sperimentarsi nell’usare le conoscenze e abilità in diverse situazioni, partendo da quelle più vicine alla propria esperienza stimolando poi a cimentarsi in situazioni sempre nuove e meno conosciute, con prestazioni autentiche prima semplici, poi più complesse.
Altro parametro importante è l’uso delle risorse.
Aiutare gli studenti a rendersi conto di cosa si intende per risorse, quali tipologie vi sono a seconda delle discipline e quali sono quelle date dall’insegnante e quelle reperite personalmente, potrebbe sollecitare gli studenti a guardarsi intorno, ad andare oltre le cose proposte e a ricercare e usare risorse diverse.
La continuità fa riferimento alla progressività e costanza dei cambiamenti nell’apprendimento e nel comportamento degli studenti. È possibile coglierla nel tempo, osservando il modo in cui gli studenti usano le proprie conoscenze e abilità nelle diverse situazioni e aiutando gli stessi ad auto-osservarsi.
Rendere consapevoli gli studenti di tali parametri non è semplice, richiede una costante attenzione ad essi. Possono essere utili cartelloni affissi in classe dove elencare gli indicatori per ogni parametro, magari da aggiornare ogni tanto. E possono essere di supporto strumenti e strategie come la rubrica di valutazione e i feedback.
La valutazione formativa e la rubrica di valutazione costruita con gli studenti
La rubrica di valutazione costruita con gli studenti è uno strumento eccezionale.
È l’atto di elaborazione della rubrica in modo condiviso in classe in sé a produrre una maggiore consapevolezza negli studenti e di seguito una più intrinseca motivazione al miglioramento.
Vi sono diverse tipologie di rubrica a seconda di cosa si valuta (una prestazione specifica o una generica) o coma si valuta (in modo olistico o analitico) che vanno a valutare il prodotto (ciò che è stato realizzato) o la prestazione (il modo in cui è stato fatto qualcosa).
Inizialmente è più facile creare con studenti rubriche su prestazioni o prodotti ben conosciuti per esempio l’esposizione orale.
Per la costruzione in classe della rubrica, il primo passo è caratterizzato dal proporre un esempio positivo ed uno negativo.
Mantenendo l’esempio dell’esposizione orale, l’insegnante potrebbe simulare due esposizioni, una ben fatta (per contenuto, linguaggio, modalità di esporre) ed una mal fatta (contenuto riportato in modo mnemonico, con linguaggio povero, tremando o inserendo tanti intercalari ecc.) anche i bambini di prima possono cogliere le differenze, metterle in evidenza permetterà di fare un primo elenco di cosa serve per realizzare una buona esposizione; successivamente quanto emerso potrebbe essere raggruppato per categorie (per es. contenuto, linguaggio, modo di esporre) e proposte delle chiare e semplici descrizioni (espresse in prima persona singolare) per ogni categoria solo del livello più alto e del livello più basso.
Il passaggio successivo è l’utilizzo dei soli due livelli per “valutare” le esposizioni successive, verrà naturale, da parte degli studenti, la richiesta di poter elaborare altri due livelli intermedi completando così la rubrica. Quando gli studenti avranno preso dimestichezza con la rubrica e i livelli di qualità, si potrebbe passare a porre attenzione ai parametri che distinguono i livelli e aggiungere quelli relativi alla valutazione complessiva.
Per esempio, può essere aggiunto il parametro autonomia (es. avanzato:“espongo da solo senza il supporto dell’insegnante”; iniziale: “espongo solo se sollecitato e supportato con domande dall’insegnante”), o il parametro relativo alle situazioni (es. avanzato: “espongo da solo senza il supporto dell’insegnante anche in situazioni diverse dalla classe”; iniziale: “espongo se sollecitato e supportato con domande dall’insegnante solo in classe”).
È necessario porre attenzione nel calibrare tali proposte a seconda della classe e del contesto. In generale, si ritiene indispensabile rendere partecipi gli studenti, fin dalla prima (in realtà anche dalla scuola dell’infanzia), al processo valutativo per livelli di qualità, perché lo accolgano come parte integrante del loro percorso di crescita e le descrizioni dei livelli di qualità come riferimenti essenziali per individuare cosa e come migliorare. La valutazione così avrà un vero valore formativo.
I feedback
I feedback sono informazioni di ritorno offerte di solito dall’insegnante (ma possono essere espressi da compagni di classe), oralmente o per iscritto, che devono avere il valore di permettere allo studente di cogliere come sta procedendo e se può continuare così o fermarsi e migliorare. Lo scopo è promuovere un miglioramento e dunque i feedback devono essere espressi in modo tale che descrivano semplicemente ma chiaramente cosa è stato fatto e cosa fare successivamente.
In riferimento ai parametri (autonomia, situazioni, risorse e continuità), potrebbe essere utile avere un promemoria degli indicatori da considerare per ogni parametro e la modalità espressiva da attuare.
Per esempio, per il parametro autonomia, potrebbero essere considerati gli indicatori: fa da solo, pianifica il suo lavoro prima di iniziarlo, spiega nel dettaglio cosa ha fatto. La modalità espressiva del feedback sulla base di uno di questi indicatori potrebbe essere: “_____hai spiegato chiaramente quanto hai realizzato, evidenzia la tua autonomia, continua così”.
Si ricorda che i feedback non devono essere giudicanti la persona (“sei sempre eccezionale!” o “sei distratto!”) ma focalizzati sull’azione.
Come insegnanti è necessario avere dimestichezza nel saper formulare feedback efficaci, allenandosi, creando dei propri promemoria, e cogliendo le reazioni dei propri studenti.
La valutazione formativa quando attuarla?
In questo ultimo paragrafo si vogliono offrire alcune indicazioni su quando attuare la valutazione formativa. Essa ha senso, se informa gli insegnanti su come procedere e permette agli studenti di diventare sempre più consapevoli dei propri punti forza e punti deboli e di cosa e come migliorare.
Si presenta ogni qualvolta l’insegnante offe l’opportunità agli studenti di mettere in evidenza ciò che si è appreso e riflettere su cosa ancora non è chiaro. In una lezione ideale è possibile pensare a strategie di valutazione formativa all’inizio della lezione, durante la lezione e alla fine della lezione anche con l’uso delle strategie e degli strumenti prima riportati.
All’inizio della lezione possono essere realizzate attività che attivino le conoscenze previe e permettano di cogliere quanto gli studenti hanno compreso o meno della lezione precedente o indicati i parametri ai quali si farà attenzione in quella lezione. Si può fare una semplice domanda (es. “Cosa ricordi di quanto fatto nella scorsa lezione?”) alla quale gli studenti possono rispondere per iscritto e poi confrontarsi in coppia (vedi la tecnica cooperativa “Think-pair-share”) o attività più strutturate (es. costruire una mappa con parole legate all’argomento scritte alla lavagna). L’intento è certamente quello di far percepire la continuità e la necessità di connettere quanto appreso prima a quello che segue, ma anche far comprendere agli studenti che non sapere o non saper fare non è una tragedia ma un’opportunità per andare alla scoperta dell’argomento o della procedura magari con altre modalità.
Durante la lezione, se si spiega ci possono essere momenti di pausa per permettere agli studenti di cogliere quanto hanno appreso: ad es. si può continuare con la domanda: “cosa sto comprendendo?” e far confrontare gli studenti in coppia. Se invece si propongono esercitazioni, sono importantissimi i feedback espressi prevalentemente a voce, come suggerito nel paragrafo precedente, considerando magari anche i parametri.
Alla fine della lezione le strategie di valutazione formativa possono vertere su: 1) far riflettere gli studenti sul valore di quanto hanno appreso o sul piacere (es. a cosa può servirti quanto appreso? O Cosa ti è piaciuto e perché? (Dipende dall’età dei bambini); 2) promuovere il confronto tra quello che pensano di sapere già e quello che dovrebbero ancora imparare; 3) rilevare il livello di apprendimento acquisito, usando la rubrica di valutazione.
Il mondo della valutazione formativa è ricco e denso di possibilità, perciò buon viaggio di scoperta.









