Compassione e Cura di Sé: pratica per stare bene

Compassione e Cura di SéL’amore e la compassione sono necessità, non sono dei lussi. Senza di essi, l’umanità non può sopravvivere (Dalai Lama)

Cos’è la compassione. 

“Che lo crediamo o no, il compito in questa vita incarnata sembra contemplare lo sforzo consapevole di ridurre la sofferenza, per noi stessi e per il resto del mondo, così come di promuovere la felicità, nostra e degli altri. Il nostro corpo “risvegliato” può essere più felice e aiutare altri corpi ad essere più felici”[1].

Nel Buddhismo, la compassione è il desiderio che gli altri siano liberi dalla sofferenza e dalle cause della sofferenza. Essa è basata sul percepire emozionalmente i sentimenti delle altre persone, mettersi nei loro panni e desiderare fortemente che possano essere liberi dalla sofferenza e felici, proprio come noi lo desideriamo.

La compassione è un sentimento che rompe i confini del nostro “io solitario” che pensa solo a sé stesso, apre i nostri cuori alla sofferenza altrui e ci induce a fare qualcosa per alleviarla.

Essere compassionevoli significa aver compreso profondamente che non potremmo sopravvivere da soli perché siamo tutti interconnessi e interdipendenti gli uni agli altri.

La scuola dovrebbe formare ragazzi sempre consapevoli e felici. Come possiamo aiutarli a vivere in questa realtà sempre più complessa? Quali strumenti possiamo offrire per aiutarli nel loro viaggio della vita? Riconoscendo che alcune abilità sono cruciali: consapevolezza di sé, empatia e cura degli altri.

La chiave della compassione è essere predisposti ad aiutare, e questo può essere appreso. La vita umana può esistere solo se ci prendiamo cura gli uni degli altri.

E’ interessante sapere che “la compassione” è legata profondamente alla nostra sopravvivenza biologica per il fatto che siamo dei mammiferi.

La crescita dei mammiferi infatti è molto lenta, abbiamo bisogno di un lungo periodo di adattamento all’ambiente, ed è proprio per questo che l’evoluzione ha selezionato l’istinto del “prendersi cura” in modo che la madre si prendesse cura a lungo dei propri piccoli.

I piccoli mammiferi non potrebbero sopravvivere senza le cure amorevoli e affettuose dalla madre e/o dal gruppo di appartenenza. Questo è il motivo per cui i semi della compassione sono già impiantati nella biologia del corpo, proprio perché i gesti della “cura” sono indispensabili alla sopravvivenza della nostra specie.

Alla nascita, la madre prova un amore incondizionato per il suo neonato: lo accudisce, lo scalda e lo protegge, e il neonato prova automaticamente amore e attrazione verso la propria madre, anche se non la conosce. E’ questa attitudine di accudimento e cura che permette un sano sviluppo del bambino. Essa è il seme che, se curato ed educato, può maturare come compassione, ed incorporare un senso di responsabilità verso tutti gli esseri e verso il pianeta.

Perché è utile sviluppare la compassione?

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che sviluppare questa qualità innata provoca importanti cambiamenti nel nostro sistema nervoso, migliora il benessere, il modo in cui ci relazioniamo agli altri, ci rende più felici e porta benefici alla società in cui viviamo.

Le ricerche hanno assodato che addestrare la mente alla compassione migliora il sistema immunitario, favorisce una mente calma e un buon sonno, inoltre ci aiuta a trovare un maggiore senso di connessione tra noi e il mondo.

Possiamo sperimentarlo su noi stessi: quando siamo gentili e abbiamo a cuore il bene degli altri è più facile avere relazioni positive, formare legami armoniosi, essere meno depressi, stressati e ansiosi, a differenza di quando siamo concentrati su ambizioni egocentriche.

Come insegnanti possiamo aiutare i nostri alunni a comprendere le proprie emozioni e a prendersene cura, e questo li aiuterà a comprendere le emozioni degli altri e i loro comportamenti. In questo modo si sentiranno meno soli e proveranno empatia nei confronti delle altre persone. La compassione dipende dalla consapevolezza della situazione dell’altro, dalla capacità di empatizzare con lui e dallo sviluppare un senso di tenerezza nei suoi confronti.

È facile comprendere che per poter aiutare i nostri alunni dobbiamo lavorare prima su noi stessi.

Come possiamo da adulti sviluppare la compassione?

La compassione è una qualità già presente dentro di noi, ma dobbiamo allenarla, perché la nostra mente è sempre troppo occupata a cercare problemi, creare scenari catastrofici, pensare come salvarci dai pericoli … ma se addestriamo la nostra mente alla compassione, essa diventa davvero una risorsa preziosa e fonte di benessere. Ci fa sentire connessione, forza, sicurezza e la fiducia che proviene dal non sentirsi soli nell’affrontare le sfide della vita!

Una delle pratiche per eccellenza è la meditazione Metta.

Nella tradizione meditativa, – la Metta, di tradizione Buddhista, è una pratica finalizzata a suscitare un sentimento di prossimità fra tutti gli esseri viventi, abbracciandoli nell’aspirazione che possano stare bene ed essere felici (Wallace, 2001).

Questa meditazione, come insegnata dal Buddha, è coltivata a partire da sé stessi, e stimola la consapevolezza che siamo tutti uniti nelle gioie e nei dolori dell’esistere: non c’è creatura al mondo che non voglia essere amata, che non desideri sentirsi al sicuro e lontana dalla sofferenza. La pratica prosegue estendendo la nostra compassione per includere tutti: quelli che ci piacciono, quelli che incontriamo per la strada anche se non li conosciamo, e persino le persone che non ci piacciono per niente. La pratica continuia finché la nostra compassione non includa il mondo intero, compresi animali e piante. Perché abbiamo tutti bisogno d’amore!

Compassione nella vita quotidiana

  • Al mattino, invece di camminare assorto nei tuoi pensieri e preoccupazioni, prova ad inviare a tutte le persone che incroci sulla tua strada un augurio silenzioso di benevolenza, oppure prova a regalare loro un bel sorriso.
  • Quando ti avvicini ad un albero, invece di godere solamente dei suoi benefici, come per esempio della frescura che dona la sua ombra, chiediti cosa puoi fare tu per lui, magari ha bisogno di un po’ d’acqua.
  • E quando apprezzi la morbidezza della sabbia steso sulla spiaggia, chiediti se magari potresti raccogliere quella cosa che la sporca, o quel sacchetto che galleggia sul mare.
  • La compassione si esprime con i gesti: hai notato la potenza di un tocco gentile? Di un abbraccio in cui sostare per un po’? Di una carezza che scalda il cuore in un momento difficile?
  • Compassione significa anche ascoltare veramente l’altro con tutta la tua attenzione, perché in quel momento questa persona è davvero importante per te.

Ricordati che la compassione è un’emozione che cura sia chi la offre, che chi la riceve.

Dopo aver praticato la compassione osservati: come ti fa stare questo atteggiamento?

E’ cambiato qualcosa dentro di te?

E a Scuola?

Dedicare un po’ di tempo durante tutto l’anno ad attività che stimolino gli alunni a conoscere meglio sé stessi e gli altri per essere più felici e connessi gli uni agli altri.

Per esempio:

  • Creare un ambiente sicuro e accogliente in classe, anche allestendo un vero e proprio angolo della cura, in cui sostare nei momenti di difficoltà, per riprendere le forze e ritrovare un senso di benessere.
  • Scrivere e poi appendere in classe un cartellone degli accordi con le regole condivise da tutti, con l’obiettivo di stare tutti bene in classe. Questa lista permetterà agli alunni di analizzare concretamente il concetto di gentilezza e li renderà più attenti agli altri, e consapevoli di come i propri comportamenti influenzino gli altri, e imparando a distinguere quali comportamenti siano utili e quali dannosi a sé stessi e agli altri.
  • Mettere in pratica ogni giorno una delle regole e poi verificare come è andata.
  • Leggere storie sulla gentilezza.
  • Parlare delle emozioni.
  • Far vivere che siamo tutti interconnessi attraverso qualche attività in Apprendimento Cooperativo.

Anche la Terra è un essere vivente che ha bisogno della nostra compassione

Il bene-stare è uno scambio:è composto di dare ed avere, ed oggi più che mai dobbiamo capire che se vogliamo vivere in un mondo migliore,dobbiamo prenderci cura di noi stessi,degli altri e del nostro pianeta.

La capacità di capire l’altro e prendercene cura, rispondendogli come se fossimo noi stessi,è la chiave per capovolgere la nostra realtà basata sull’egoismo e la separazione.

Il vecchio paradigma “mors tua vita mea” che si riferisce ad un comportamento cinico per cui sacrificare te salva me, non funziona. Credere che se io reco un danno a te,posso ottenere un vantaggio, ci conduce ad un’eterna lotta di sopravvivenza che non porta a nessun beneficio.

Invece oggi è urgente assumere nuovi modelli basati su valori come l’empatia e la compassione, secondo i quali siamo tutti interconnessi gli uni agli altri, e il destino di ciascun essere è legato al destino degli altri esseri e del pianeta.

In questa visione lungimirante la Terra è un essere vivente e la sua salute dipende anche dal nostro comportamento e dal continuo interscambio con ogni creatura che vive nel suo involucro.

Dipendiamo tutti dalla salute del pianeta e ne siamo al tempo stesso responsabili.

Assumersi questa responsabilità può aiutarci a costruire un senso di appartenenza e un senso di comunità nelle nostre vite. Siamo tutti uniti in questa missione!

Cominciamo con il coltivare con cura e amore il seme della compassione per far crescere forti le qualità salvifiche di Pace, Guarigione, Altruismo, Connessione.

“Compassione è una parola chiave dell’arte di risvegliarsi,
apre le porte del cuore, lo zappa, lo dissoda, lo innaffia e lo invita a fiorire.
Come tutte le parole incrostate
di idealizzazioni va spolverata, lavata a fondo,
rimessa al sole del mondo perché si asciughi bene
dalle lacrime della commiserazione e dell’attenzione esclusiva al dolore della condizione umana”
(Chandra Livia Candiani tratto dal libro Il silenzio è cosa viva – Einaudi Ed)

Bibliografia:

Christine Candwell (2020). Bodyfulness – ASTROLABIO
Paul Gilbert e Choden (2019). MindfulCompassion – GIOVANNI FIORITI ED.
Daniel Goleman, Peter Senge (2017). A Scuola di futuro – BUR
Dalai Lama con Howard Cutler (2009). L’arte della felicità 4° ed.– MONDADORI
Corrado Pensa (2002). L’intelligenza spirituale – UBALDINI
Jeremy Rifkin (2011). La civiltà dell’Empatia – MONDADORI
[1] Cit. Ch. Candwell: Bodyfulness – Astrolabio Ed.


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